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Ore 16.33.28
Giorno
07/06/07

"È rimasto tutto 
come prima"

"Noi restiamo cittadini di serie C"

"Lo Stato è inesistente. Nessuno si è più occupato di noi"

"Dove sono i colpevoli?"

L'attenzione dei mass media arriva solo dopo avvenimenti tragici

 

Castellaneta - Raffaella D'Auria, vedova di Coriglione Giuseppe ricorda quei giorni e lancia un'accusa precisa verso le istituzioni
"Lo Stato è inesistente. Nessuno si è più occupato di noi"

Raffaella D'Auria e il piccolo Luigi da un anno sono tornati a Castellaneta, in provincia di Taranto. Non ne vuole più sapere di Varese. Ora lavora, vive con i suoi e sta cercando di rifarsi una vita. Due anni fa il "commando dell'Esselunga" gli portò via il suo Giuseppe (nella foto Giuseppe Coriglione con la moglie Raffella e il piccolo Luigi) lasciandola sola con un bambino di sei anni. 
Insieme con la vedova di Mario Simonetta  ha denunciato, in sede civile e penale, la società che gestisce il Corpo di vigilanza di Varese perché non avrebbero dato la giusta sicurezza ai loro mariti. "Ma la legge va con le calende greche e dopo due anni ancora non è stata fissata nemmeno un'udienza e non ne sappiamo più niente".

Raffaella ha ottenuto cento milioni, il valore che riconosce l'assicurazione in caso di morte sul lavoro alle guardie giurate. Tutto qui. Liquidata la faccenda con una manciata di denari. E Raffaella soffre ancora in modo profondo perché non solo non c'è giustizia, ma appare drammatica la latitanza di qualsiasi istituzione. "Lo Stato è stato inesistente, nessuno si è occupato di noi. Non una telefonata o una visita. Niente. L'assenza delle istituzioni è la cosa che colpisce di più. Noi dovremo credere allo Stato, ma come si fa? A parte le condoglianze di rito non c'è stato altro"

M.G.

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