«Non possiamo dimenticare una pianificazione scientifica
per lo sterminio e la deportazione di un intero popolo. Nei campi di concentramento hanno
trovato la morte milioni di persone: erano gente come noi».
Un intervento breve ma ricco di significati, quello
pronunciato stamani a Villa Recalcati dal Prefetto di Varese, Guido Nardone, in occasione
della "Giornata della Memoria", l'incontro che in tutta la Repubblica serve ai
cittadini per non dimenticare la Shoha, il genocidio del popolo Ebraico e la sorte di
tutti coloro i quali persero la vita nei campi di sterminio nazisti.
Sul palco della sala, gremita di giovani provenienti da
diversi istituti superiori della Provincia, erano presenti anche il Provveditore agli
studi di Varese Antonio Lupacchino e l'assessore alla Cultura Giuseppe Armocida, entrambi
intervenuti nel corso della mattinata.
Durante l'incontro Enzo Lafoglia, dell'Istituto Varesino per la Storia dell'Italia
Contemporanea e del Movimento di Liberazione, ha operato un interessante excursus storico
che, partendo dall'approvazione delle leggi razziali con Regio Decreto firmato da Vittorio
Emanuele III nel settembre del 1938, si č spinto a descrivere anche con una riproduzione
filologica contenuta in un CD-ROM appositamente edito, il processo di discriminazione
degli ebrei a Varese.
L'espulsione di studenti e insegnanti ebrei dalle
scuole, la
delazione di chi era interessato al posto pubblico ricoperto da un semita o l'abuso della
scienza sulla veritą mediante l'imposizione del concetto di "pura razza
italiana", sono stati i temi magistralmente condotti dallo storico che ha reso
l'esposizione appetibile alla platea ricca di giovani.
In seguito ai ragazzi č stata proposta la testimonianza di un reduce dai campi di
sterminio, il signor Angelo Castiglioni.
Al termine della manifestazione č stato inoltre
presentato un lavoro prodotto dagli studenti dell'istituto Zappa di Saronno.
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