Il
consiglio comunale in una manciata di minuti si è rimangiato tutto il lavoro che
aveva messo in cantiere in materia di smaltimento dei rifiuti. È passato poco più
di anno dalle lettere polemiche tra Roberto Maroni e Massimo Ferrario. Allora Varese
decise di smarcarsi dalle decisioni di Villa Recalcati e di sospendere ogni decisione. Un
anno di silenzi e di peggioramento dei conti della spazzatura. Fino alla delibera di ieri
che di fatto appoggia le decisioni della Provincia. a nulla è valso il documento dei Ds
che hanno trovato il sostegno solo dei soliti Rc, Varesecittà, Ccd e Roberto Maroni che
si è dissociato dalle decisioni del suo gruppo. Dino De Simone ha chiuso il suo
appassionato intervento affermando che "non può
il Comune abdicare ai propri doveri di amministrare, di prendere decisioni, di scegliere
da quale parte far navigare non solo la propria azienda, ma il proprio territorio, il
proprio ambiente, la propria società e cultura".
Le richieste dei diesse si sviluppavano in sei punti:
- ribadire lopposizione alla localizzazione del secondo
inceneritore nel nord della provincia, aderendo alla linea adottata dal gruppo del
coordinamento dei comuni e aprendo con essi un tavolo di discussione sulla gestione
integrata dei rifiuti in tutta larea varesina;
- chiedere alla Provincia di Varese di rivedere il proprio Piano
Provinciale Rifiuti alla luce dei dati dellOsservatorio Rifiuti Provinciale;
- chiedere alla Regione Lombardia di avviare la discussione per
rivedere la Legge Regionale 21 del 1993
- chiedere ad Aspem il potenziamento della raccolta differenziata, in
particolare di partire con la raccolta dellorganico e con il riciclaggio degli
inerti;
- chiedere alla Giunta limpegno a verificare la fattibilità del
passaggio da tassa a tariffa, incentivando la raccolta differenziata e penalizzando la
produzione di rifiuto indifferenziato;
- confermare con forza la posizione votata allunanimità dal
Consiglio Comunale di Varese con la delibera C.C. n. 64 del 26/07/1999
Niente è stato accettato e si va verso la scelta del
termodistruttore perdendo ogni capacità di autonomia. Quello che lascia maggiormente
perlpessi è l'assenza di analisi critiche. SE c'era un modo di provare la tenuta della
nuova maggioranza occasione peggiore non si poteva trovare.
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