| 27 gennaio 1945, 27 gennaio 2001. Sono passati
esattamente 56 anni dalla liberazione di Auschwitz. Nello scorso luglio, dopo un iter non
poco periglioso, il Parlamento italiano ha istituito il "Giorno della
Memoria". Il 27 gennaio diventerà dunque una ricorrenza, un momento di
riflessione importante. C'è voluta una legge per fare cio' che una società - che si
attribuisce spesso senza merito l'attributo di civile - non è stata in grado di generare
e insegnare alle nuove generazioni. Il diritto promana dal cuore del popolo, diceva un
noto giurista. In mezzo secolo di storia e di parole, il cuore del popolo non è stato in
grado di generare uno straccio di memoria storica. Ancora oggi ci si trova nella
condizione di dover combattere le teorie revisioniste di pseudostorici e di dover vedere
rispolverata, come se nulla fosse accaduto, una delle più grandi menzogne della storia
della scienza: il concetto di razza.
Il secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato celebrato come il secolo delle
grandi conquiste tecnologiche, della nuova era, ma il segno del Novecento,
l'impronta indelebile, non è quella lasciata dal primo uomo sulla Luna, bensì l'orribile
scia lasciata dai camini di Auschwitz.
Le Testimonianze
Io, Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz
La Memoria salvata
La shoah degli Zingari, cronaca di un genocidio dimenticato
Si puo' ridere della Shoah?
Percorsi di lettura
La distruzione degli Ebrei d'Europa
In ricordo di Primo Levi
"Il Libro della Memoria", disponibile in rete
l'elenco degli ebrei deportati dall'Italia
"Tu ritorneresti in Italia" testimonianze di
Anita Cevidalli Salmoni
Le iniziative sul territorio
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