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16.31.44 |
Giorno
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07/06/07
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| Varese -
L'assessore alle politiche sociali della Provincia parla delle difficoltà ad operare nel
campo dell'infanzia e invita gli operatori ad una maggior collaborazione |
| "Il nostro
territorio è disgregato: occorre maggior dialogo" |
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L'assessore alle politiche sociali della Provincia di Varese è critico.
Operare nel campo dei minori si sta rivelando più difficile del previsto. La causa,
soprattutto, la limitata progettualità :"Spesso il disagio giovanile viene
considerato solo dal punto di vista dei costi, quando i minori gravano sul bilancio
comunale." Hans Orlini si riferisce soprattutto a quei comuni che non pensano ai
giovani, a iniziative a loro rivolte per evitare situazioni spiacevoli. Si tratta, per lo
più, di piccole comunità. Ma accade anche che le difficoltà si presentino all'interno
di amministrazioni complesse dove i ruoli sono divisi e non esiste collaborazione.
"Come Provincia abbiamo avviato da tempo dei tavoli a cui invitiamo tutti gli
operatori interessati: servizi sociali, personale della scuola, associazioni di
volontariato per avviare concrete iniziative di sostegno all'infanzia e
all'adolescenza."
Nel passato la rivalità dei servizi o la semplice mancanza di dialogo ha provocato un
proliferare di iniziative slegate che hanno messo in notevole difficoltà la Provincia,
incaricata di sovvenzionare i progetti. "Per il prossimo triennio invece - commenta
Orlini (nella foto sotto) - siamo riusciti ad ottenere
maggior collaborazione e dovremmo ricevere solo 12 progetti, uno per ogni distretto."
Quello che è stato fatto in questi anni e
che, secondo l'assessore, è fondamentale per avviare una politica di prevenzione, è far
dialogare tutti: " Si deve recuperare quello spirito di comunità che, soprattutto
nelle nostre zone, è venuto meno, travolto da altri interessi, e che ha portato ad una
disgregazione del territorio."
E proprio con questo spirito, l'assessorato ha inviato un questionario a tutti i comuni
per fotografare la situazione dei minori in provincia :"Anche in questo caso non
tutti i comuni ci hanno risposto e non sempre sono stati esaurienti. Il risultato,
comunque, è stato soddisfacente e le risposte sono confluite in una relazione che abbiamo
chiamato Osservatorio da cui si possono trarre indicazioni precise sullo stato dei nostri
minori. Di ciò che c'è e di ciò che manca. Del grado di disagio nei vari distretti.
Insomma, uno strumento utilissimo per chi opera in questo settore per poter prevenire. Nel
momento in cui la situazione degenera, passiamo nel campo giudiziario e medico e per noi
istituzioni non c'è più nulla da fare se non rimediare nel futuro." |
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Alessandra Toni |

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