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E' in nome degli investimenti
finanziari e della loro difficile fiscalità che Italia e Svizzera
si incontrano per la prima volta in una operazione comune di
formazione ad alto livello: l'università dell'Insubria e il
Centro di Studi Bancari di Vezia a Lugano hanno infatti unito il
loro know how per creare un corso che possa dare risposta ai mille
dubbi che creano i nuovi prodotti finanziari sia svizzeri che
italiani.
"Nè in Svizzera nè in Italia c'è
un ordinamento compiuto in merito ai prodotti finanziari,
riguardo specialmente ai prodotti di nuova generazione come i
prodotti cosiddetti di "bancassicurazione" e gli
strumenti derivati" spiega Renè Chopard, direttore del
centro studi bancari di Lugano - Vezia, che ha organizzato il
corso con la facoltà economica varesina "Oggi però questi
sono i principali prodotti del sistema finanziario, e la
formazione che prevediamo con questo corso è incentrata
soprattutto sulle novità, trattate e svolte in maniera concreta.
Insomma ad esempio ci domanderemo, e cercheremo di dare una
risposta, se l'utile delle azioni è imponibile oppure no ".
Questioni concrete per
investitori concreti, o meglio, per consulenti concreti di
investitori sofisticati. Il corso è destinato infatti a
funzionari di banca, private bankers, avvocati e commercialisti:
cioè, i principali consiglieri degli investitori, specialmente
quelli di "alto livello". "Il
private banking in Ticino diventa sempre più onshore, coinvolge
cioè sempre più la parte fiscale dell'investimento. e anche in
Italia è sempre più in uso il private banking, dove viene
venduto prima ancora di un prodotto finanziario una informazione
personalizzata - continua Chopard - questo rende particolarmente
importante il tema di questa prima collaborazione transfrontaliera
tra istituti scientifici"
"Questo più che un corso
standard è una scommessa" ammette il preside di economia
dell'Insubria Alberto Sdralevich. Una scommessa destinata a
funzionare se l'uditorio sarà eterogeneo, tra operatori svizzeri
e italiani: cuore e motore del corso saranno infatti le case
history, e il dibattito che si svilupperà tra studenti e
professori: "Dopo una prima parte di informazione teorica
generale che permetterà a tutti di avere gli strumenti necessari
per affrontare la seconda parte e la terza parte, cuore del corso
saranno le analisi dettagliate degli strumenti finanziari e delle
sue regolamentazioni e una sezione legata a tematiche di economia
famigliare - spiega Rossella Locatelli, professore straordinario
di economia degli intermediari finanziari alla facoltà
dell'Insubria di Varese - in queste parti del corso l'interazione
tra studenti e professori sarà notevole".
Per favorire questa interazione i
professori sono stati scelti tra i più aggiornati sulla questione
e tra i più "malleabili", visto che la legislazione svizzera,
italiana ed europea è più che mai in divenire: "Le
incertezze politiche su alcune questioni ancora non approvate,
come il tema della tassazione dei dividendi esteri o la normativa
in tema di controlled foreign company, costringe i relatori
dell'ultima parte del corso a non essere ancora del tutto certi di
cosa diranno, perchè molto dipende dalle decisioni del parlamento
italiano o europeo, per esempio - spiega Marco Bernasconi,
professore di diritto tributario al centro di studi bancari di
Vezia, all'università della Svizzera italiana e all'Insubria, e
coordinatore del corso con la professoressa Locatelli - questo
costringe i professori a fare un continuo sforzo di aggiornamento
e ad essere presenti nella realtà di ogni giorno, per poter dare
al corso dei contenuti concreti e delle vere risposte, che è
quello che vogliamo fornire a chi ci vorrà ascoltare".
Il corso si svilupperà su due week
end al mese da ottobre 2001 a maggio 2002 con lezioni che si
svolgeranno prevalentemente a Vezia ma che avranno la sede
italiana a villa Toeplitz, il complesso recentemente affidato
all'Insubria dal comune di Varese: un impegno anche per i
corsisti, che però potranno assistere ai soli moduli che
interessano o anche a piccoli gruppi di lezioni.
Come, ad esempio, la parte sulla legislazione
penale.... "saremo ben chiari su questo argomento - precisa
Marco Bernasconi - è vero che una volta la Svizzera era luogo dove
destinare i fondi neri, ma ora è sempre più difficile, per
diversi motivi, lavorare con il nero. In qualche modo sono tutti
più "costretti" alla trasparenza, e questo introduce
nuove conoscenze fiscali e nuovi problemi che questo corso si
propone di risolvere concretamente. Le "scatole cinesi"
fanno parte del passato, ora bisogna fare i conti con problemi del
tutto diversi".
Tutte le informazioni sul corso si
avranno, a partire da venerdì, nei siti della facoltà
di economia dell'università dell'Insubria
e del centro studi bancari di Vezia
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