Torna a
Insubria-Lombardia
E-mail

 

Ore 16.33.01
Giorno
07/06/07
 
Castelletto Ticino - Hanno approfittato del passaggio dell'importante competizione nazionale per manifestare ancora una volta contro Malpensa
Quasi bloccato il Giro d'Italia
sul ponte di ferro

Sensibilizzare e attirare l'attenzione pubblica sui disagi delle popolazioni che vivono nel territorio che accoglie l'hub di Malpensa. Questo era lo scopo della manifestazione di protesta, annunciata da qualche giorno, promossa dal coordinamento dei sindaci. Quale occasione migliore se non il Giro d'Italia, che proprio oggi, nella sua ultima tappa la Arona-Milano, passava proprio dai comuni che maggiormente accusano il peso dello scalo aeroportuale. E così sul ponte di ferro, a confine fra Piemonte e Lombardia si sono riuniti trenta sindaci in tricolore e con i gonfaloni dei loro comuni, i comitati di cittadini, Unicomal e Covest i due principali, e rappresentati di altre associazioni o partiti come Legambiente e Rifondazione Comunista. In totale un centinaio di persone che hanno rallentato lo svolgimento dell'ultima tappa del Giro. Questo era appunto lo scopo dell'iniziativa, concordato nei giorni scorsi anche con i vertici dell'organizzazione del Giro d'Italia. Per evitare il blocco si è arrivati ad un compromesso con il direttore organizzativo Carmine Castellano. E' stato lui a precedere i corridori e ad accogliere le richieste dei sindaci nella persona di Francesco Viale, primo cittadino di Castelletto Ticino. 

A un Castellano accerchiato (nella foto), è stata affidata una lettera da consegnare sul palco delle premiazioni finali al sindaco di Milano Gabriele Albertini e al presidente della Regione Roberto Formigoni. "Siamo portatori di un vostro desiderio e delle vostre richieste - ha detto il direttore -  e credo che in altri settori e ad alti livelli le cose devono essere prese seriamente in esame ed eventualmente risolte". Terminata la missione Castellano avrebbe dovuto subito ripartire per garantire il normale svolgimento della corsa. Ma dalla folla è arrivata la richiesta di bloccare i ciclisti e anche qualche ostacolo che ha impedito la partenza della macchina di testa. Risultato: al passaggio i corridori si sono trovati di fronte ad un imbuto e hanno rallentato il ritmo. Se si esclude un Mario Cipollini rilassato, la maggior parte degli atleti non ha affatto gradito l'intoppo. "Occorre rispettare il loro lavoro" ha implorato Castellano. E verrebbe da dire "di problemi ne hanno già abbastanza". 

Passato l'intero gruppo dei corridori, è rimasto qualche disappunto fra i manifestanti. Qualcuno forse avrebbe voluto bloccare i ciclisti. Ma alla fine c'erano precisi accordi, che i sindaci hanno rispettato "In questo modo è stata garantita la regolarità della corsa - ha spiegato Claudio Brovelli, sindaco di Somma Lombardo - e non sono state scaricate sui ciclisti delle responsabilità che non sono loro e nello stesso è stato sottolineato un disagio". Lo sviluppo del traffico, autorizzato per quattrocento voli al giorno, ma passato ormai a circa ottocento, l'assenza di una valutazione di impatto ambientale, il blocco dei voli notturni, il no alla terza pista è quanto contenuto nella lettera e ribadito da Francesco Viale che aggiunge "Chiediamo in sostanza di avere un minimo di possibilità di poter controllare la salute di questi territori e la salute della gente e che nella commissione aeroportuale siano inseriti anche i comuni piemontesi". Nessun attrito invece con i comitati dei cittadini sulle modalità con cui si è svolta la manifestazione. A confermarlo il presidente di Unicomal, l'unione dei comitati del comprensorio di Malpensa, Beppe Baranzini: "Questa iniziativa era ovviamente stata concordata, perché mai ci sarebbe stato permesso di bloccare il giro con la forza, e non era neppure nostra intenzione, semplicemente c'è gente esasperata, quello che viviamo qui causa forti tensioni e dunque può capitare che qualcuno avanzi richieste più estreme e vada sopra le righe, ma è umano; nella sostanza c'è unità di intenti e c'è stato accordo anche sul senso di questa manifestazione che punta ad ottenere visibilità con la speranza che la stampa se ne occupi anche a livello nazionale, occupata in genere solo dalla voce della Sea".

Catia Spagnolo

Torna all'inizio dell'articolo