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Calcio Femminile - Sconfitte sul campo le ragazze della F. C. Tradate rilanciano la sfida dalla serie B. Savina Pasciuti richiama gli obiettivi sociali che si è proposta la società all'inizio dell'anno sportivo.
La rinascita del Tradate calcio 
non è lontana

Da una sconfitta nasce la linfa per una nuova sfida. È vero che l'F.C. Tradate è retrocessa in serie B, dopo una stagione difficilissima, ma è altrettanto vero che il presidente, Savina Pasciuti, non ha certo calato le armi. Si retrocede, ma gli obiettivi, le idee restano e, anzi, riprendono nuova linfa. "Questa è una serata difficile, ha detto Il presidente, dopo anni di vittorie e di soddisfazioni. Questa è una retrocessione sofferta, ma è anche la rinascita del Tradate." La volontà di tutti è quella di far rinascere lo spirito sportivo, la mentalità vincente. Epurazioni ce ne sono state e se ne annunciano altre, ma "le ragazze, continua la Pasciuti, sono in gamba." Per chi lascia il Tradate ci sono auguri, per chi resta il compito di portare alta l'immagine della squadra all'esterno. Per gli amici e coloro che hanno seguito la squadra la richiesta di amarla ancora e sempre. Ma, soprattutto, l'idea è quella della rinascita, ed una rinascita gloriosa. "La serie A è stata un'esperienza importante per tutti. Ma se si retrocede non ci sono colpe singole: la responsabilità è di tutti. Per risalire alla massima divisione ci vuole una mentalità nuova. I progetti, quelli che Savina Pasciuti e Franca Oman avevano lanciato nei mesi scorsi, restano, E sono progetti importanti. "Il comune di Tradate ci ha dato il centro sportivo di via Oslavia per poter creare un centro di ricreazione e per avvicinare le ragazze al mondo del calcio, e noi proseguiamo in questa azione." Ma anche l'idea della Associazione nazionale giocatori e giocatrici dilettanti è un'idea che ha preso concretezza. E Savina Pasciuti ricopre in questa associazione il ruolo importante di vicepresidente. "Vogliamo tutelare i giocatori, conclude Pasciuti, e anche in questo il mio futuro nel calcio femminile è aperto." 

                           Ugo Marelli

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