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Canottaggio - La nazionale della terra dei geysir si allena alla Schiranna. Il loro coach è il napoletano Leone Tinganelli. Questa sera è atteso il Console Onorario Olga Clausen
Alla Canottieri Varese si parla islandese

I nove atleti della nazionale islandese di canottaggio, ospiti della Canottieri Varese da quattro giorni, hanno effettuato il loro ultimo allenamento alla Schiranna. Sono usciti questa mattina di buon'ora, hanno remato fino a Gavirate e hanno fatto tappa all'isolino Virginia. Un lago liscio come l'olio, una tavola perfetta, dopo due giorni di buriana. Di fronte a loro, in grande spolvero, il Rosa che si fa ammirare in tutta la sua maestosità. 
(sopra: il team islandese)

Gli atleti nordici alloggiano nel salone della gloriosa società varesina e dormono nei sacchi a pelo. Insieme a loro, l'allenatore Leone Tinganelli, 37 anni, napoletano, che da tre lustri vive nella terra dei geysir. 

"Se uno è napoletano, deve essere per forza emigrante?" si chiedeva, tra il risentito e il divertito Massimo Troisi. Quella di Leone Tinganelli è stata una scelta non dettata dalla necessità, ma dal fascino che questo paese ha esercitato su un giovane studente della facoltà di geologia, andato in Islanda per un viaggio di piacere. «Quando sono arrivato - dice Tinganelli - sono rimasto colpito dal paesaggio e dalla gente. Quel primo incontro durò qualche mese, volevo fare un'esperienza e rientrare a Napoli. Poi ci sono ritornato e mi sono fermato, facendo di tutto, anche un'esperienza a bordo di un peschereccio. Lì il lavoro non manca, c'è grande mobilità e la gente è abituata a cambiare spesso».
(sopra: Leone Tinganelli)

Oggi Tinganelli è sposato, ha quattro figlie, vive a Reykjavik, parla un perfetto islandese ed è il tecnico della nazionale di canottaggio. «Questo sport era sconosciuto in Islanda, nessuno ne sapeva nulla. Io cercavo un club con cui allenarmi e ho trovato il circolo nautico Brokey. Così ho iniziato a diffondere la cultura del canottaggio. Si sono avvicinati i primi ragazzi e ho formato una squadra. In questi quindici anni ho avuto anche delle soddisfazioni a livello internazionale con un primo equipaggio di quattro con, e un doppio. In Islanda stiamo seguendo anche un progetto internazionale per diffondere questo sport».

Questa sera alla Canottieri Varese ci sarà una festa in onore degli ospiti islandesi. Per loro un regalo e al tempo stesso un onore per la società ospitante: la visita del Console onorario islandese Olga Clausen. 

        Michele Mancino 

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