| Il Giro d'Italia
ripartirà domani da Alba. La decisione di correre è emersa al termine della riunione dei
capitani e dei direttori sportivi delle 20 squadre che partecipano alla corsa. Il Giro
riprenderà con la diciannovesima tappa, 163 chilometri da Alba a Busto Arsizio. Resta
invece annullata quella di oggi, la più dura del Giro che doveva portare la carovana da
Imperia a S.Anna di Vinadio. La rabbia dei
corridori era esplosa dopo il blitz notturno delle forze dell'ordine. Erano in
quattrocento tra carabinieri dei Nas e guardie di finanza. Una maxi perquisizione tra
Imperia e Sanremo che ha sconvolto questa notte il Giro d'italia. Obiettivo: cercare
sostanze proibite tra il materiale tecnico a seguito delle squadre. Partita dalla procura
di Firenze, la retata notturna é durata per alcune squadre fino alle sei di mattina. Il
clima tra gli addetti ai lavori é tesissimo. I corridori questa mattina non sono partiti.
Per tutta la mattinata e nel primo pomeriggio i ciclisti sono riuniti in assemblea per
decidere se abbandonare la corsa. Oggi si doveva correre la diciottesima tappa da Imperia
a S.Anna di Vinadio. Secondo le voci che si rincorrono tra i parterre delle squadre
l'intervento delle forze dell'ordine sarebbe stato deciso in prossimità di un tappone
alpino perché é in questi momenti che l'uso di sostanze dopanti sarebbe più
massiccio.
Il fronte dei concorrenti appare spaccato. I leader del gruppo sono divisi in due opposte
posizioni. Pantani e Gotti sarebbero i capi del fronte del niet, e spingerebbero per un
immediato ritiro. Favorevole a concludere la corsa invece la moglia rosa Simoni. Indeciso
Cipollini. Direttori sportivi e sponsor premono perchè il giro si concluda a Milano
domenica. Gli organizzatori starebbero cercando una mediazione. Nel caso più estremo, la
fine del Giro, occorre trovare il modo di proclamare vincitore l'attuale maglia rosa e su
questo si sarebbe discusso a lungo.
Rischia così di saltare la tappa Alba-Busto Arsizio di 163 chilometri. Quasi una
passerella (la tappa decisiva era quella montana di oggi), che però nella città lombarda
era particolarmente attesa.
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