| Busto
Arsizio si è vestita di rosa, nel segno di Re Leone. La
diciannovesima
tappa del Giro d'Italia, da Alba a Busto Arsizio ha visto il
trionfo di Mario
Cipollini. Con una volata da autentico dominatore, il
corridore della
Saeco Cannondale ha anticipato nettamente Marco Zanotti
della Liquigas
Pata e Danilo Hondo della Deutsche Telekom.
Trai piazzati
sono risultati ance Strazzer, Konyshev, Hauptman e Baldato.
È stato un
autentico bagno di folla quello che ha atteso l'arrivo della
Carovana rosa in
viale Duca D'Aosta e in tutto il centro cittadino attraversato
da un circuito spettacolare: qualche disagio per gli automobilisti
è stato l'unico prezzo da pagare per no spettacolo di
colori e
sport. Già, colori e sport: dopo la triste e drammatica
giornata vissuta ieri,
il Giro d'Italia è tornato quello di sempre. Più in
profondità, forse,
le cose sono ancora in subbuglio: soprattutto nell'animo dei
corridori e dei
veri appassionati.
Ma il segnale
straordinario che è stato dato dalla gente è la
dimostrazione che
il pubblico ha reagito alle vicende di ieri, nel migliore
dei modi chieder
scusa:stando il più possibile vicino ad un gruppo di
ragazzi straordinari
che anche oggi, a 47 chilometri orari di media, ha dato
battaglia e
spettacolo.
Alla vigilia,
il pubblico locale sperava nella vittoria di Stefano Zanini,
ottimo velocista
della Mapei Quick Step, che vive proprio da queste parti,
ad Olgiate
Olona. Stefano, purtroppo, non è riuscito a regalare al suo
pubblico una
vittoria che sicuramente merita. Fin dalla partenza Zanini
aveva
manifestato le proprie ambizioni: "Da mesi aspetto
questa tappa. La gente
mi chiede se sto puntando a vincere ancora la volata di
Milano. Io preferirei
vincere a Busto". Ma le cose non sono andate come si
sperava.
Oggi negli
sprint, la Mapei è inferiore ad altri squadroni come la
Saeco Cannondale
e la Deutsche Telekom. Zanini non è riuscito a prendere la
posizione ideale
nello sprint finale e gli avversari hanno avuto la meglio.
Il più
festeggiato, con Cipollini e Zanini, è stato oggi Dario
Andriotto, l'unico
bustocco presente nel gruppo dei partecipanti. Il corridore
dell'Alexia ha
dovuto sobbarcarsi un grande lavoro a favore del suo capitano,
Ivan Quaranta. Infatti, una caduta del loro leader a 50
chilometri dal
traguardo, ha costretto Dario e compagni ad un grande lavoro
per recuperare.
Tutti gli
altri varesini, Peron, Frigo e Colombo hanno concluso la
tappa nella
pancia del gruppo.
Busto arsizio
si conferma anche oggi, città propizia per i velocisti: nel
1986, infatti,
fu ancora una volta uno sprinter, Freuler, ad andare a
bersaglio.
Ordine
d'arrivo
1.
Cipollini 2.
Zanotti 3.
Hondo 4.
Strazzer 5.
Konyshev 6.
Hauptman 7.
Quaranta 8.
Baldato 9.
Gerosa 10.
Lombardi 14.
Zanini a 12" 22.
Frigo 35.
Peron 115.
Andriotto 130.
Colombo
Classifica
1. Simoni
2. Frigo a 15"
3. Olano a 4'16"
4. Osa a 5'22"
5. Gonchar a 6'10" |