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Ore 16.33.00
Giorno
07/06/07
 
Malpensa – Preoccupazione e rabbia sul territorio
Le reazioni dei comitati: 
E' la politica dei poteri forti

Le grandi manovre su Malpensa, com'era prevedibile, stanno suscitando un ampio dibattito sul territorio. Riceviamo e pubblichiamo interventi di Unicomal (comitati lombardi), Covest (comitati piemontesi) che criticano le recenti dichiarazioni del presidente e della giunta regionale sulla necessità della terza pista, e del gruppo di minoranza centrosinistra per Ferno, che denuncia una mancanza di informazione da parte della propria giunta sulle infrastruture legate all'aeroporto.

Unicomal: Seminario al Pirellone su aeroporti e falsità

Covest: E Alitalia passa all'incasso

Centrosinistra per Ferno: Chi controlla l'aeroporto?


 

Unicomal: Seminario al Pirellone su aeroporti e falsità

UNI.CO.MAL. Lombardia ha partecipato ieri al seminario pubblico "Aeroporti in Lombardia" organizzato dall'Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione. Stupefacente l'introduzione dell'Assessore Corsaro che ha celebrato le grandi qualità dell'operazione Malpensa 2000. Ma è stato subito smentito da Rodney Fewings del Cranfield College che, nel successivo intervento (Costrizioni Ambientali ed Operative dell'Aeroporto di Malpensa), ne ha descritto i "difetti": la zona non è adatta, le due piste parallele sono troppo vicine quindi non indipendenti, il terminal è posto di lato rispetto alle piste, quindi costringe gli aerei che operano sulla pista destra ad attraversare una pista attiva, la sinistra, con grave rischio… (questi sono solo i principali handicap di questa infrastruttura). Inoltre, ha detto, le misure ambientali (Decreto D'Alema) sono difficili da attuare, quindi non funzionano. E' seguita la serie di interventi dei Presidenti di alcune Società di gestione aeroportuale operanti in Italia: Paolo Savona di A.d.R. ha asserito la non opportunità della cargo city di Malpensa, mentre Fossa, Presidente SEA, scuoteva la testa Fossa, Corsaro e Formigoni hanno insistito all'unisono (evidente la sintonia dopo l'incontro con l'A.D. di Alitalia lo scorso martedì) sulla necessità di "regolare il mercato" (la definizione è di Formigoni) che in pratica significa limitare ad un numero inferiore all'attuale i collegamenti tra Linate e gli hub degli altri Vettori europei, per dare quindi più chances ad Alitalia. Formigoni ha detto chiaramente che si farà la terza pista (ma, "chiudendo una delle prime due" ha poi asserito con una battuta nel "dopo" seminario). I problemi ambientali gli sono chiari ma, per lui, già risolti !! Insomma avanti tutta con grande cinismo. Siamo pronti a togliere dal cassetto i nastri con le registrazioni in cui, di fronte ai Comitati, esprimeva pareri ben diversi, per cui c'è ora chi parla del "tradimento di Formigoni".

Ribadiamo la proposta alternativa di UNI.CO.MAL. Lombardia, condivisa dal COVEST Piemonte e dagli ambientalisti lombardi e piemontesi: - innanzitutto tutti hanno visto che questa strategia non funziona perché, dopo oltre due anni e mezzo di cura, il deficit di Alitalia è sempre più da brivido. - inoltre rifiutiamo la logica del "grande hub" che, come peraltro conferma il rapporto del Cranfield College, non serve al Nord e crea più problemi di quelli che risolve. - ribadiamo con forza la proposta di rilanciare Fiumicino, che dispone di tre piste indipendenti che ha una vera ferrovia e che, collegato con il sistema aeroportuale non solo lombardo, ma del nord Italia (13 aeroporti) e con gli altri scali italiani, oltre che con quelli europei, disporrebbe della necessaria rete di voli feeder per essere l'hub che risana Alitalia. - non dimentichiamoci che con Malpensa guadagna solo una ristretta lobby, non ci guadagnano i passeggeri, non ci guadagna il Nord. E' un aeroporto scomodo per tutti, la vera comodità per i passeggeri è poter usare davvero l'aeroporto più vicino.

Concludiamo denunciando il triste teatrino degli Amministratori della Regione che, asserviti alla lobby di Malpensa, propinano anche in questi seminari falsità variamente camuffate. Oltre a distruggere il nostro Territorio, abbiamo ormai la certezza che distruggeranno anche la Compagnia di Bandiera, mentre dicono di volerla salvare.

1 Giugno 2001 UNI.CO.MAL. Lombardia Il Presidente Beppe Balzarini

 


Covest: E Alitalia passa all'incasso

E bravo il dott. Mengozzi, è riuscito a passare all'incasso ancora prima che il governo fosse insediato. La sua boutade dei giorni scorsi, è servita a creare scompiglio all'interno di SEA, Regione Lombardia e Comune di Milano ed una riunione d'urgenza è stata convocata lo scorso 30 maggio al Pirellone, alla fine della quale Alitalia conferma che i suoi piani su Malpensa non sono cambiati, tutto proseguirà secondo i progetti previsti.

Con la sua uscita, che tanto aveva preoccupato i vertici di SEA, l'A.d. di Alitalia un obbiettivo lo ha raggiunto, quello che stava a cuore a tutto il consiglio di amministrazione, vale a dire la distribuzione dei voli tra Linate e Malpensa sancita dal decreto Bersani bis, poiché secondo Mengozzi, i vettori stranieri a Linate tolgono quote di mercato alla compagnia di bandiera italiana, per cui meglio sarebbe riportare tutti i voli a Malpensa. Richieste che verranno poste al nuovo governo e, che a quanto sembra hanno l'avvallo dei vertici sia di SEA che del Comune di Milano e regione Lombardia. Con questi impegni, Alitalia rimane a Malpensa (ma chi dubitava di questo?), ottiene garanzie sulla distribuzione del traffico tra i due scali milanesi, in modo tale da stemperare i clamori suscitati in vista della scelta del suo prossimo partner.

Naturalmente ancora una volta dopo che i debiti di Alitalia saranno ripianati con denaro pubblico, e dunque le leggi di mercato debbono valere per tutti, tranne che per la compagnia di bandiera. Ovviamente nessuno di questi soggetti tanto impegnati nella questione, prende poi minimamente in considerazione l'aspetto dell'impatto ambientale e della già compromessa qualità della vita degli abitanti intorno allo scalo.

Soprattutto il presidente Formigoni non pensa ad altro che all'espansione di Malpensa, ben sapendo poi che i maggiori disagi vengono scaricati sui cittadini piemontesi dell'Ovest Ticino, che ovviamente non votano nella sua Regione.

Di questo il C.OVES.T. ne ha avuta piena conferma, partecipando ieri a Milano, al convegno "Aeroporti in Lombardia - Un sistema per l'Europa" dove in contrasto con i seri relatori presenti che evidenziavano le gravi lacune, i fallimenti ed i limiti odierni e futuri di Malpensa, il presidente della Regione Roberto Formigoni ed il suo Assessore Massimo Corsaro argomentando solo in termini di convenienza per la Lombardia, confermavano l'impegno sullo sviluppo di Malpensa oltre

al progetto originario, con l'ampliamento dell'aerostazione e la realizzazione in una terza pista in direzione Sud-Ovest. Per ottenere questi risultati chiedevano che anche l'aspetto normativo potesse essere modificato, in pratica la volontà di non dover sottoporre il tutto a Valutazione di Impatto Ambientale.

Inoltre quanto da noi sollecitato sulla questione delle ricadute ambientali sui territori del Piemonte, ha risposto di essere stato eletto per fare gli interessi dei lombardi e che se volevano i rappresentanti del Piemonte potevano contattarlo per un confronto, "ma che sui suoi piani non aveva dubbi dell'accordo dei rappresentanti regionali del Piemonte".

Di un altro aspetto siamo rimasti sconcertati, l'apprendere (in modo casuale) di un piano per tenere alta la protesta in alcune aree della Lombardia per legittimare lo spostamento di tutti i voli sui territori ad Ovest e quindi sul Piemonte. Questo atteggiamento risulta in netto contrasto con la coerenza cristiana di cui Formigoni vorrebbe apparire paladino, mentre i suoi comportamenti al riguardo sono più simili a quelli di un despota medioevale.

Alla luce di queste ulteriori prese di posizione attuate solo in nome del profitto, calpestando una volta di più i diritti della gente, riconfermiamo che il C.OVES.T. non intende abbassare la guardia, e che lotterà con tutte le forze contro lo sviluppo sconsiderato e illegale di Malpensa e contro la logica che la politica sia al servizio dei poteri forti anziché dei cittadini.


Centrosinistra per Ferno: Chi controlla l'aeroporto?

L'Amministrazione fernese dopo oltre un mese, trasgredendo quindi il regolamento comunale, non ha ancora risposto alla nostra interrogazione scritta riguardante i lavori di ampliamento e di nuove infrastrutture dell'aeroporto di Malpensa, quali la cargo city, il relativo piazzale e i nuovi raccordi fra le piste, per citarne solo alcuni.

Chiedevamo di essere informati sui seguenti punti:

1. quali sono, a partire dal 1998 ad oggi, le opere realizzate all'interno del sedime aeroportuale di Malpensa, ricadenti sul territorio di Ferno;

2. quali controlli, di competenza dell'Amministrazione Comunale, sono stati effettuati in merito agli interventi di cui al punto precedente;

3. qualora siano stati effettuati controlli, se dagli stessi siano emersi elementi di difformità rispetto a quanto autorizzato;

4. qualora siano stati effettuati controlli, se le verifiche siano state effettuate anche in relazione a quanto autorizzato e previsto dal Piano Regolatore Generale Aeroportuale.

Nella convinzione che il diritto di essere informati su quanto sta avvenendo sul nostro territorio sia di vitale importanza per tutta la collettività fernese riteniamo particolarmente grave che l'Amministrazione si sia finora sottratta ad uno dei sui compiti istituzionali: informare puntualmente la cittadinanza e i gruppi consiliari di minoranza.   

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