| Malpensa sta
per diventare Malpensa. La giunta Formigoni ha infatti firmato la
delibera che darà avvio, entro pochi giorni, alla progettazione
di tutte le grandi opere intorno all’aeroporto, comprese nel
Piano d’area. Una tappa fondamentale, per la costruzione di un
nuovo, reale, sistema di sviluppo basato sull’hub.
La delibera approvata verrà
pubblicata nelle prossime settimane. A quel punto inizia la corsa
alla progettazione. Nell’arco dei 90 giorni successivi alla
pubblicazione della delibera i comuni e le province coinvolte
(Varese e Milano), il parco del Ticino, le associazioni, i
consorzi di tutela, le società di riqualificazione urbana e i
privati potranno presentare domanda per accedere ai contributi a
fondo perduto. Questi saranno del 70 per cento se si tratta di
soggetti pubblici e del 50 per cento nel caso di privati. Il costo
dei progetti dovrà essere compreso tra un minimo 30 e un massimo
di 300 milioni.
Vediamo allora i progetti in
ballo, già indicati con la legge regionale che istituì il piano
d’area. Sono il polo urbano integrato, il polo industriale e il
polo fieristico di Busto Arsizio, il business park di Gallarate,
le zone industriali di Gallarate e Somma Lombardo, il polo
logistico integrato negli interscambi di Gallarate e Busto, il
trade center di Vizzola Ticino, il polo museale stabilimenti
Caproni di Ferno, Somma e Vizzola, il polo scientifico tecnologico
di Busto Arsizio (ex Molini Marzoli), il consolidamento del polo
di Cascina Costa, l’area del terziario di Castano sud, il nucleo
dell’ex bonifica Caproni, il polo turistico di Somma Lombardo,
il potenziamento del polo della stazione Ferno-Lonate Pozzolo e
altri interventi su aree dismesse, e sul recupero e valorizzazione
di edifici storici.
Sviluppo, da una parte. Dall’altra,
opere di tutela del territorio. Ovvero: il piano a verde dell’area
esterna al sedime aeroportuale, la manutenzione forestale a Sesto
Calende, Turbigo, Robecchetto con Induno, la valorizzazione del
percorso sul canale Villoresi, il recupero e la riambientazione di
aree di cava e dei siti industriali con problemi di compatibilità
ambientale.
La Malpensa del futuro, come
annunciato, sarà finanziata buona parte con denaro pubblico. Se
le risorse disponibili saranno inferiori all’ammontare dei
progetti presentati si procederà ad una graduatoria. Con che criteri?
Le priorità saranno stabilite in relazione a chi promuove il
progetto (preferendo l’aggregazione tra più soggetti, sia
pubblici sia privati), al numero di comuni coinvolti nell’opera,
alla qualità delle soluzioni avanzate con particolare riferimento
alla funzionalità nel quadro di sviluppo complessivo delineato
dal piano (rispetto, ad esempio, a criteri quali il recupero di
deficit infrastrutturale o la messa in sicurezza e la
valorizzazione ambientale).
I tempi. Una volta assegnati
i finanziamenti, la progettazione deve iniziare entro tre mesi
dalla concessione dei fondi e la conclusione entro un anno. Il
piano d’area, con l’ultima decisione di giunta, si allarga
anche all’area del castanese, nella provincia di Milano, e
precisamente ai comuni di Magnago, Vanzaghello, Buscate, Arconate,
Inveruno, Cuggiono e Bernate Ticino. Soddisfazione da parte dell’assessore
al territorio Moneta e del presidente della Regione Formigoni.
"L’allargamento del piano d’area ad altri comuni e il via
libera alla progettazione delle opere – ha spiegato quest’ultimo
– dimostrano la tenacia della Regione nell’individuare il
punto di equilibrio tra lo sviluppo di un aeroporto essenziale e
la salvaguardia del territorio". |