Buone
notizie virtuali dal fronte del rumore aeroportuale. Un recente
studio di Sea, basata sulla rilevazione del rumore di 14
centraline, dimostra che nell’area intorno all’hub nessuna
stazione di rilevamento ha superato il limite di legge di 65
decibel. La notizia, anticipata oggi da un quotidiano nazionale,
è stata confermata dalla società aeroportuale.
Lo studio, basato sulle centraline
poste nei paesi a ridosso dell’aerostazione, tiene conto anche
delle tracce radar degli aerei ottenute dai tabulati della torre
di controllo, ed è stato realizzato in collaborazione con Enac
(ente nazionale aviazione civile) ed Enav (ente nazionale
assistenza al volo). Grazie alla collaborazione dei due enti è
così possibile stabilire il grado di rumore prodotto da ogni
singolo veivolo. Una misura che permetterà di fornire dei dati
sugli aerei più fracassoni. Possibilità non da poco, visto che
già da tempo ambientalisti e sindaci della zona chiedono che ad
esempio Alitalia, che ha una flotta ancora segnata da aerei di
vecchia data, investa su un rinnovamento dei propri mezzi. Sea ha
annunciato la consegna dello studio a tutti i sindaci della zona.
Ma sui tavoli dei primi cittadini, oggi, non è ancora arrivato
nulla. Giocoforza che i commenti siano ancora orientati alla
massima prudenza. Così tre sindaci, ad esempio, Giovanni Canziani
di Lonate Pozzolo, Claudio Montagnoli di Arsago Seprio e Claudia
Colombo di Ferno non hanno ancora avuto modo di esaminare i
tabulati. Questi, secondo quanto reso noto, verranno a breve
inseriti nel sito Internet di Sea, www.sea-aeroportimilano.it,
e quindi consultabili di tutti.
Le reazioni sul territorio non si
faranno attendere. Una cosa è certe: sono giorni di grande
dinamismo per la questione Malpensa. Ieri, mentre il Presidente
della Regione Formigoni presentava l’avvio dei progetti del
piano d’area, il neo ministro dei trasporti Pietro Lunardi ha
annunciato che tra le priorità del governo Berlusconi c’è il
potenziamento di Malpensa e la realizzazione della terza pista.
Annunci che in brughiera generano preoccupazioni. Nonostante le
molte rassicurazioni, in pochi credono che un’altra rampa di
decolli possa davvero limitare i disagi.
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