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| Malpensa
Interviene un comitato sui dati delle centraline |
| Rumore
aeroportuale, "la normativa é ipocrita" |
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Riceviamo
e pubblichiamo
Con una ipocrisia tutta italiana il decreto del Ministero
dell'ambiente del 31/10/97 "Metodologia di misura del rumore
aeroportuale", ha stabilito 3 ambiti di territorio
dell'intorno aeroportuale definiti dal descrittore LVA quando
questo supera la soglia dei 60 dB(A). La fascia di rispetto A,
dove non vi pone limite alcuno agli insediamenti, cessa con il
raggiungimento del valore dei 65 dB(A). Nel resto del territorio
non compreso nelle 3 fasce di pertinenza aeroportuale - oltre alla
zona A, le zone B e C comprese tra i 65 dB(A) sino ad oltre i 75
db(A)- non si può superare il limite massimo dei 60 dB(A). Di
conseguenza, fermo restando ogni possibile rilievo circa il metodo
adottato nelle procedure di rilevamento, è del tutto evidente che
i cittadini residenti nella fascia A di pertinenza aeroportuale,
sono considerati cittadini di serie B poiché possono essere
sottoposti ad un inquinamento acustico superiore di ben 5 dB(A)
rispetto a tutti gli altri cittadini italiani; e questo nel pieno
rispetto delle norme di legge. Difatti venisse esteso anche ai
cittadini di Malpensa quello che vale per tutti gli altri, secondo
i dati ANPA relativi alla campagna di monitoraggio iniziata
nell'aprile del 2000 e durata 90 giorni, l'indice LVA di 60 dB(A)
a livello giornaliero, risulterebbe raggiunto e superato con
continuità nelle centraline di Arsago, Casorate Sempione, Ferno,
Lonate, Somma L.do (fraz. Maddalena e zona Sud).
Coordinamento per la revizione e il
controllo del progetto Malpensa 2000
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