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E’ stata l’auto
– una golf blu – a tradire l’omicida del viado brasiliano
ucciso a Milano nella notte tra domenica e lunedì. Ed è sempre
la stessa persona, il responsabile di altri cinque tentati omicidi
– a Busto: due prostitute nigeriane aggredite tra l’otto e il
dieci giugno - Fagnano Olona e Milano - sempre contro prostitute
extracomunitarie.
L’errore del serial
killer è proprio qui: la stessa auto usata in tutte le
aggressioni, che nell’ambiente della prostituzione è stata
riconosciuta e segnalata.
Così
il commissariato di via Candiani, insieme all’Arma dei
carabinieri, è riuscita, in tempi rapidissimi, a dare un nome e
un volto al serial killer, con indagini parallele effettuate dalla
mobile di Varese e Milano,tutte convergenti verso lo stesso
obiettivo: Luca Giudice, 25 anni, residente a Busto in via Rossini
nel quartiere di Beata Giuliana, professione barman.
La conferenza stampa,
avvenuta stamattina in Procura, nell’ufficio del sostituto
procuratore Craveia, non ha ancora fatto luce sui motivi che
avrebbero spinto ad agire il giovane, e nel tardo pomeriggio, Luca
Giudice, in cella di sicurezza nel commissariato di Busto, sarà
ancora una volta interrogato.
"Non troviamo –
spiega Craveia – la perfetta coincidenza degli episodi,
nonostante abbia confessato tutti i reati ascritti contro di
lui".
Prova certa, al
momento, comunque è l’esame comparativo dei proiettili usati
contro il viado brasiliano e peruano, che risultano essere
identici, sparati da una smith&wesson 357 magnum, rubata a
casa di un amico del serial killer, e il riconoscimento effettuato
dalle prostitute aggredite. |