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Ore 16.31.17
Giorno
07/06/07
Busto ArsizioÈ scattato l’arresto, dopo il fermo, per Luca Giudice, accusato di essere il serial killer di viados e prostitute
Un caso con molte ombre

killer_prostitute__.jpg (12214 byte)Si è concluso, ieri in tarda serata, l’interrogatorio a Luca Giudice, accusato dal pm bustese Roberto Craveia di essere il serial killer di viados e prostitute. Nel commissariato di via Candiani, alla presenza del vice-questore Luigi Mauriello, del capitano dei carabinieri Pierpaolo Mason, della mobile varesina Novati, del dirigente della Omicidi di Milano, Nicola Lupidi, del sostituto procuratore, e con l’avallo di uno psichiatra, il fermo di un ragazzo, appartenente ad una famiglia normale, come tante, senza tanto bene e senza tanto male, è stato tradotto dall’accusa in arresto

Luca Giudice è in custodia del carcere di Busto, e conserva lo stesso sguardo opaco, "strano" "allucinato" come l’hanno definito i viados che lo conoscevano. Pare, infatti, che prima di oltrepassare la frontiera dell’aggressione, Luca frequentasse l’ambiente delle prostituzione, dove era considerato un amico, ma è un particolare che in sede di interrogatorio l’accusato ha fermamente negato. Come ha negato una serie di ulteriori addebiti: dalla minacce ad un albanese al tentato omicidio ad una donna italiana, questa volta al di fuori del mondo della strada.

Chi conosce Luca lo descrive come una persona fragile, debole, che avvertiva su di sé un forte disagio, e forse anche evidenti complessi, che probabilmente hanno portato Luca a reagire con violenza esagerata nei confronti di piccoli e grandi torti e soprusi che avvertiva contro di lui.

Una rabbia cieca che non poteva, non voleva, o non riusciva ad incanalare in modo corretto, e che si scagliava su soggetti più deboli, indifesi, e più in basso, di lui stesso.

"Domani – spiega Fabrizio Busignani, avvocato della difesa – davanti il gip ci sarà la convalida del fermo e la conclusione dell’interrogatorio. E’ un caso delicato che richiede massima cautela, ma affermare che il mio assistito è reo confesso è un termine improprio, ci sono episodi contestati che sono ancora tutti da chiarire".

Tutto da chiarire, non solo, per la difesa, ma forse anche per l’accusa, che proprio ieri in conferenza stampa aveva sottolineato alcuni particolari che non collimavano.

Quali? Le ipotesi che arrivano da sedi ufficiose paiono dirigersi ancora su altre aggressione non ancora addebitate all’accusato. Nel frattempo è stata anche chiesta una perizia psichiatrica di Luca Giudice al dott.Picozzi, mentre sabato terminerà la competenza di questo caso per la provincia di Varese: il fascicolo si sposterà a Milano dal gip Novi.

Fiorella Paris.

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