Clima
rovente alla casa di riposo Camelot. Al centro della bufera, come
alcuni mesi fa, il direttore generale Michele Durante. Il
sindacato - la Cgil funziona pubblica per la precisione - lo
accusa di aver creato un clima da caserma all'interno della
struttura. "Il responsabile dell'azienda - scrive il
segretario provinciale Vieri Paolo Bursich - non perde occasione
per provocare i dipendenti infliggendo agli stessi numerosissime
contestazioni di addebito pretestuose, che saremmo tentati di
definire ridicole se non provocassero forti preoccupazioni e
tensioni tra i lavoratori".
La lettera,
inviata anche al sindaco, al prefetto e al questore, è datata 23
maggio e sarebbe dovuta arrivare anche nelle redazioni dei
giornali. In realtà è stata resa nota solo giovedì sera dal
consigliere comunale di Rifondazione comunista Massimo Barberi. La
Cgil ha convocato un'assemblea del personale per il 14 luglio alle
13.30 per decidere la modalità dello sciopero generale che,
secondo il sindacato, si rende assolutamente necessario. Il
personale è comunque in stato di agitazione e ha deciso il blocco
di ogni forma di straordinario.
Ma come si é arrivati al
muro contro muro? "La Rsu é entrata in azienda nel 2001 -
spiega Bursich - e ha trovato una situazione difficile. Molte
lavoratrici si lamentavano di essere state appellate in maniera
pesante dal dottor Durante (foto).
Allora abbiamo chiesto che cessasse questo comportamento. La
richiesta é stata accolta, ma in compenso sono iniziate una serie
di ritorsioni basate su sanzioni pecuniarie per ogni sciocchezza.
Stiamo parlando di persone che guadagnano un milione e
seicentomila lire al mese. Ci siamo rivolti all'ufficio vertenze e
stiamo raccogliendo un elenco di episodi che probabilmente
presenteremo al Pretore".
Bursich distingue però la
gestione dalla struttura. "L'azienda è nuova ed é
bellissima, ci sono tutte le condizioni per svolgere un buon
lavoro, il problema é il direttore Durante".
Il presidente della
struttura, Carlo Bonicalzi, difende il suo collaboratore. "In
mia presenza non sono mai avvenuti episodi sconvenienti nei
confronti delle lavoratrici. So che esistono alcune contestazioni
nei loro confronti" spiega, invitando però a non
drammatizzare. "La lettera della Cgil ci ha lasciato stupiti
perché in precedenza c'erano stati una serie di incontri
costruttivi con i sindacati. Strano che vogliano già convocare
una misura forte come lo sciopero generale, forse potevano
chiedere un incontro con il consiglio di amministrazione, comunque
siamo disponibili al confronto".
Della casa di riposo Camelot
si continua a discutere, anche tra i banchi della politica.
Nell'ultimo consiglio comunale Andrea Buffoni ha presentato un
ordine del giorno in cui chiedeva la costituzione di una
commissione consiliare ispettiva. La richiesta è stata respinta
dal centrodestra con la motivazione che ogni atto della casa di
riposo deve essere affidato alla commissione servizi sociali.
Buffoni ha allora chiesto un emendamento che preveda come primo
atto di quella commissione un'indagine. Richiesta anche questa
respinta dalla maggioranza.
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