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Una folta schiera di autorità ha
presenziato ieri sera a villa Truffini alla donazione di un
defribillatore semiautomatico al 118 di Varese da parte del Rotary
Club di Tradate. Ma la vera motivazione che ha spinto tante
autorità a presenziare è stata la presentazione di una proposta
di progetto d parte del dottor Claudio Mare, responsabile del
Servizio di urgenza emergenza sanitaria 118. L’interesse dietro
questa macchina medica è proprio nel fatto che può essere
utilizzata anche da personale non medico. Mare ha esposto come si
voglia puntare a diffondere il più possibile la conoscenza e
l’utilizzo di questa nuova macchina che potrebbe salvare molte
vite: “Questa sera vogliamo solo lanciare un sassolino nello
stagno” ha spiegato il dottore, “una recente legge ha previsto
che saranno anche i non medici a poter defribillare, ovvero
infermieri, volontari; per il momento bisogna però attendere le
linee guida del ministero che daranno l’autorizzazione a poter
procedere alla formazione del personale. Noi vorremmo fare così
una proposta di progetto, proporre la diffusione del
defribillatore semiautomatico anche alle forze dell’ordine
(polizia, vigili del fuoco, carabinieri) perchè sono questi gli
organi che sono presenti sul territorio 24 su 24: questo sarebbe
il nostro ambizioso obiettivo”.
Ad ascoltare il dottore hanno
presenziato il direttore generale dell’azienda ospedaliera di
Varese Mario Lucchina, il comandante provinciale dei carabinieri
di Varese il tenente colonnello Pasquale Capriati, l’assessore
alla cultura di Tradate Stefano Candiani in rapppresaentanza del
sindaco Dario Galli impegnato in parlamento per le votazioni del
nuovo governo. Il cardiologo Rinaldo Belluschi ha poi esposto una
serie di dati: 160 mila persone in Italia vengono colpite da
infarto in un anno, un quarto di queste muore, metà di queste
durante il tragitto per arrivare in ospedale, “arrivati a una
struttura medica si ha il 94 per cento delle possibilità di
sopravvivere: questo defribillatore può aiutare a ridurre la
mortalità di un altro 25 per cento”.
Non tutti si sono comunque
dimostrati così entusiasti: sono infatti intervenuti al dibattito
Giuseppe Genduso, direttore sanitario dell’azienda ospedaliera
di Busto Arsizio che, nonostante la condivisione dell’idea, non
ha celato le sue perplessità: “La semplicità della tecnologia
rischia di ignorare la complessità dell’organizzazione”;
Piermaria Morresi, presidente dell’ordine dei medici di Varese
ha sostenuto essere il tutto “un tema di sicuro interesse:
condivido quanto detto finora, ma nell’addestramento del
personale bisognerà tenere conto della sua capacità e
responsabilità”. Ha concluso la serata Mario Landriscina,
responsabile Servizio di urgenza emergenza sanitaria 118 di Como
il quale ha lanciato la provocazione di “non lasciar cadere il
problema: non dobbiamo far sì che tutto rimanga confinato a
questa sera”. |