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Ore 16.32.25
Giorno
07/06/07
Varese
Asili Nido: orari flessibili e più partecipazione delle famiglie

Castellanza
L'asilo nido come spazio di vita sociale

Gallarate – Fa discutere l'aumento di popolazione in città. Come adeguarsi ai nuovi bisogni?
Mamma e papà lavorano,
ma al nido non c'é posto

Quattro asili nido comunali non soddisfano più la domanda. Per le mamme e i papà che lavorano la ricerca di un posto nelle strutture gestite dal comune é difficile. Lo dicono le cifre, presentate dal centrosinistra-L'Ulivo, che sono lo specchio di una situazione comune anche ad altre città della provincia. Secondo i dati in possesso dell'Ulivo il soddisfacimento della domanda si attesta sul 40%. Le richieste sono 176, i posti disponibili 76, così suddivisi: 32 Moriggia, 42 Caiello, 42 Sciaré, 50 centro. 

La carenza é confermata dai servizi sociali. "L'aumento di domande è corposo - spiega il dottor Antonio Schiavone, coordinatore degli asili nido - negli ultimi due anni c'é stata una progressione geometrica". E per il prossimo settembre la graduatoria in via di elaborazione potrebbe lasciare delusi molti genitori. Di certo, i primi ad essere esclusi, saranno quelli che non risiedono a Gallarate. Con l'aumento dell'espansione edilizia, lo sviluppo anche commerciale, la crescita di Malpensa, il Gallaratese cresce, aumenta di popolazione, acquista la necessità di nuovi bisogni. L'Istat individua, al primo gennaio 2000,  in 1138 bambini in età minore di 3 anni il potenziale di carico prestazionale dei servizi per l'infanzia nella sola città dei due galli. 

L'Ulivo propone una strategia di riorganizzazione generale dei servizi sociali, in chiave moderna e dinamica e non assistenziale. In particolare, rispetto agli asili nido, la proposta è quella di un'azione d'emergenza per soddisfare le richieste inevase: verifica delle strutture, evidenziare potenziali non sfruttati e zone scoperte, realizzare una proiezione dello sviluppo demografico nei prossimi 5 anni, valutare necessità e disponibilità finanziarie per nuove strutture, rivedere i criteri di accettazione delle domande, privilegiando in modo più marcato le fasce deboli, con particolare riguardo alle ragazze madri.

R.R.

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