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Ore 16.32.25
Giorno
07/06/07
Legnano – Arrestate 32 persone tra Monza, Legnano e Varese. Bastava uno "skimmer" sotto la cassa per rubare i dati del cliente
Copiavano carte di credito nei supermarket. Un affare da 5 miliardi

Sono stati resi noti i particolari dell'operazione Skimmer che ha portato all'arresto di 32 persone dedite alla clonazione di carte di credito. Il gioco consisteva nel piazzare un apparecchio per la copiatura elettronica dei dati, lo skimmer appunto, e trovare un commesso compiacente pronto a far sfilare la carta del cliente sul marchingegno. 

Il resto era un giro d'affari pari a cinque miliardi, diffuso anche all'estero e con base logistica Legnano. Qui operavano il trentasettenne A.C., il capo dell'organizzazione, molto influente nella malavita locale e vicino all'ndrangheta di Cirò Marina. Il suo braccio destro era un altro legnanese, A.A., 40 anni, esperto di informatica e principale mente del gruppo. 

E l'informatica era alla base del raggiro. L'utilizzo di un particolare software permetteva infatti di trasferire i dati impressi nello skimmer in carte bianche. Con una stampante termografica, poi, le carte venivano "vestite" con i colori e loghi dei circuiti di credito più famosi. Poi venivano rivendute a 5 milioni l'una. Per i commessi implicati, il premio era denaro, oppure l'utilizzo di alcune carte.

L'operazione, scattata all'alba del 25 giugno, ha coinvolto persone nelle province di Varese, Milano, Novara, Udine, Chieti, Napoli e Lecce. L'inchiesta, coordinata dai pm Luca Poniz e Stefano Aprile, partiva da un noto centro commerciale di Rescaldina in gennaio. Nelle caserme dei carabinieri di Parabiago, Cerro Maggiore e Legnano erano piovute una serie di denunce di cittadini che dichiaravano di aver subito la clonazione della propria carta di credito. 

Analizzando gli episodi in questione, i carabinieri si rendevano conto che tutti avevano effettuato acquisti nel centro commerciale di Rescaldina. Scattava un'attività di indagine all'interno dell'esercizio che dava però esito negativo. Fino a quando, dopo una perquisizione, gli elementi raccolti portavano a considerare la posizione di un cassiere che si era licenziato da poco. 

I colleghi testimoniavano di averlo visto armeggiare con una "calcolatrice" sotto il banco. Alla richiesta di spiegazioni, lui aveva risposto che si trattava di un dispositivo atto ad accertare l'autenticità del bancomat. In realtà, si trattava proprio dell'apparecchio per rubare i dati. Venivano così identificate altre due persone, che avevano avuto un ruolo importante nel piazzare lo skimmer all'interno dell'esercizio commerciale. L'allargarsi dei controlli portava così alla fitta rete di 32 complici in tutta Italia e all'estero.

Gli skimmer venivano piazzati preferibilmente in negozi ubicati in centri commerciali o in aeroporti, in alberghi, in pizzerie, ristoranti, night-club. Il lavoro di contraffazione era quasi perfetto, con una sola pecca. Alcune carte sequestrate presentavano il logo del circuito "Visa" ma la serie numerica identificativa iniziava con il numero 5, ovvero quella del circiuto "Mastercard"; mentre le carte "Visa" hanno come primo numero il 4.

Roberto Rotondo

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