Giornata
di sciopero alla Lamberti di Albizzate, l'azienda chimica che
impiega circa seicento dipendenti sulla quale pende un piano di
razionalizzazione che prevede settanta posti in esubero. Ad
astenersi dal lavoro sono stati oggi per la Rsu (rappresentanza
sindacale unitaria) quasi il cento per cento dei dipendenti presso
lo stabilimento produttivo e il cinquanta per cento presso le sedi
amministrative di Gallarate.
Sul piano di
razionalizzazione intrapreso dall'azienda è in corso da settimane
una trattativa fra dipendenti e direzione. Un percosro che ha
visto fra le sue tappe alcuni incontri presso la sede dell'Univa a
Varese e che ha portato lo scorso diciannove giugno ad un accordo
sull'organizzazione futura e sulla gestione delle casse
integrazioni. E poi la rottura dell'accordo avvenuta martedì e la
scelta dello sciopero. Roberto
Venturelli della Rsu ne spiega le ragioni. "Il senso
dell'accordo è stato disatteso, avevamo raggiunto un compromesso
su alcuni punti come la rotazione della cassa integrazione e sulle
scelte da operare per gestire la razionalizzazione, l'azienda ha
scelto in base ad un criterio di funzionalità ed efficienza, una
valutazione questa arbitraria rispetto ai vincoli che avevamo
posto come i carichi familiari e l'anzianità". Efficienza e
funzionalità sono quindi i critreri che l'azienda avrebbe deciso
di utilizzare. E per la Rsu questo equivale a tagliare "i
lavoratori che per la Lamberti non sono flessibili - spiega ancora
Venturelli - quei lavoratori che per l'azienda non sono capaci,
dicono loro, di seguire le innovazioni proposte, questa è una
valutazione che accogliamo con diffidenza, perché soggettiva e
che abbiamo interpretato come un'epurazione".
"Esubero o epurazione?" è la domanda che si stanno
ponendo dopo la rottura i dipendenti della ditta. Un allarme che
dicono essere confermato dalle recenti assunzioni " di
personale con qualifiche basse e anche dove si dice ci siano gli
esuberi" conclude il rappresentante sindacale.
L'azienda non è ancora riuscita a
quantificare l'adesione dello sciopero, di fronte al quale però
la direzione della
Lamberti ha chiesto un incontro, in corso in queste ore. "Per
noi rimane valido l'accordo del diciannove, ora si stanno
approfondendo le questioni che i lavoratori considerano più
scottanti" ha dichiarato Carlo Barbarini della direzione
aziendale. Perché la riorganizzazione? "Il piano è
difficile da sintetizzare ed è il frutto di mesi di studio
confluito nel piano d'accordo, sono molte le questioni che hanno
influito, l'aumento dei costi delle materie prime, concorrenti
più forti e necessità di razionalizzare".
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