| Riceviamo e
pubblichiamo A proposito della lettera del consigliere De
Palo, che ho potuto leggere solo in questi giorni sulle dimissioni del prof. Leone, vorrei
fare alcune considerazioni. Dissento nella maniera più assoluta sulle argomentazioni
obsolete del consigliere; ritengo che abbia utilizzato preyestuosamente il " caso
Leone " per fare demagogia e come suo solito offendere e denigrare il popolo
leghista. Se è vero che i leghisti sono dei "perfetti censori " è pur vero che
il consigliere De Palo dovrebbe riflettere sul fatto che i suoi consigli non possono
essere presi in considerazione dato che l'atteggiamento che i D.S. perseverano negli anni
li hanno portati non solo a due sconfitte consecutive nella nostra amministrazione, ma non
contenti hanno perso anche le ele- zioni politiche, quindi come può pensare di essere
portatore di verità e dispensatore di consigli visto che nemmeno il suo elettorato lo
premia più. Allora non è vero che sbagliando si impara! Scopro addirittura dalla lettera
del consigliere, che il nostro programma culturale è adatto solo ad un " dopo lavoro
aziendale "; ma perchè gli operai non sono in grado di apprezzare la buona cultura?
per loro occorrono appositi programmi? complimenti visto che la difesa della dignità
della classe operaia è colonna portante dei programmi di sinistra. I leghisti sono fieri
che " lo spessore culturale " delle attività cassanesi siano anche per gli
operai di " aziende di medie dimensioni ". Non si chieda il consigliere De Palo
perchè continua a perdere consensi. In merito ai consigli da non prendere in
considerazione, anche nel caso della rassegna teatrale, del cineforum e del cinema
all'aperto il consigliere prende un'altra cantonata. Onestamente non capisco perchè anche
se queste attività sono state ereditate dagli anni ottanta andrebbero cambiate quando
ottengono un si grande successo di pubblico. Siamo in grado di apprezzare e certamente di
migliorare anno per anno ciò che da altri abbiamo ereditato. Perchè non dare merito alle
poche cose fatte da precedenti amministrazioni. Ho potuto poi leggere la lettera di
dimissioni del Prof. Leoni, l'ho trovata estremamente leziosa dandomi oltremodo
l'impressione di un bambino che non potendo ottenere ciò che vuole fa i capricci
picchiando i piedi. La mia è sicuramente una visione diversa; è chiaro che le iniziative
dell'amministrazione e del presidente della consulta non correvano sulla stessa lunghezza
d'onda, ma è pur vero che come in tutte le cose si potevano trovare dei compromessi e
delle iniziative comuni che potevano appagare entrambi soddisfando ancor di più lo
sviluppo culturale della città.nello specifico prendendo spunto dalle parole del
consigliere De Palo nessuno " è costretto a dimettersi " ma, sono assolutamente
convinta che nel momento in cui si lascia un incarico per propria volontà è perchè
nulla si ha più da dire, o peggio ancora non si ha più voglia di portare avanti le
proprie idee. Un piccolo inciso sulla presunta soppressione di Etno 2000, presunta perchè
nessuno ha mai vietato alla consulta di cercare fondi privati per poter svolgere tale
manifestazione. Personalmente credo che gli sforzi economici dell'amministrazione vadano
indirizzati verso la riscoperta dei valori e delle tradizioni locali, pur sapendo che le
differenze tra popoli sono un'arrichimento culturale per tutti, ma dobbiamo innanzitutto
riscoprire noi stessi per poi riuscire ad apprezzare pienamente gli altri. Per concludere,
non se la prenda il consigliere De Palo se in questo momento non prendiamo in
considerazione le sue proposte ma abbiamo visto e continuiamo a " pagare " tutti
i giorni le magnifiche idee del governo ulivista, credo che meglio della data del 13
maggio non ci sia per farvi riflettere.
Marika Risetti consigliere comunale della Lega Nord per
l'indipendenza della Padania
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