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07/06/07
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Libri -  Presentato al Circolo di Belforte l'ultimo romanzo di Ierina Dabalà pubblicato da Macchione Editore
I cieli dei vent'anni. Ricordando il Sessantotto

Un pubblico attento alla presentazione, presso il Circolo di Belforte, dell'ultimo romanzo di Ierina Dabalà (Macchione Editore, Lire 22.000). Attento e anche un po' commosso, perché la maggior parte dei presenti era passata attraverso gli indimenticabili anni della prima rivolta globale e i giovani percepivano tutto il fascino di quella età ormai lontana.

Il romanzo narra la vita di due ragazze, due amiche, attraverso lo svolgersi di vicende normali: gli amori, l’amicizia, il quotidiano, calati però nella realtà di un periodo straordinario, che è stato la cornice di una generazione, in cui si sono ritrovati anche i sogni e le speranze della generazione precedente, quella della Resistenza.

Anche se molto si è pubblicato in termini di saggistica su tale periodo ( ’68 e dintorni), poco invece si è prodotto in campo letterario. Tanto più apprezzabili e rilevanti quindi sono queste pagine, che ci consentono di fare un tuffo all’indietro, negli anni delle lotte, delle manifestazioni studentesche ed operaie, dei grandiosi proget, dei sogni e delle generose illusioni.

Francesco Maresca, consigliere comunale DS, ha analizzato l’aspetto letterario del libro, evidenziando le "cornici" intercalate alla narrazione che, prendendo le mosse dal presente, raccontano i fatti passati e li rivedono con gli occhi dell’adulto che non ha ancora abbandonato i "sogni dei vent’anni". Ha quindi dato lettura di alcuni brani altamente significativi e ricchi di pathos, dai quali emerge la vigorosa e matura capacità narrativa della scrittrice.

Aurelio Penna, presidente di Università Popolare, ha invece colto l'occasione, che il libro fornisce, per riconsiderare quell'intenso periodo storico, sottolineandone gli aspetti positivi (moltissimi), così come quelli negativi e contraddittori; e per evidenziare come molte delle conquiste di allora hanno radicalmente cambiato la nostra società, ampliando gli spazi di consapevolezza e di libertà, sia a livello collettivo che individuale.

Per cui - questa è stata la conclusione di Penna - noi dobbiamo guardare al Sessantotto non solo con gli occhi della nostalgia, come a un qualcosa che è irrimediabilmente finito, ma invece come a un passaggio, a un momento di quella lotta incessante per la democrazia e l'emancipazione umana, che oggi più che mai continua, anche se in un contesto e con modalità assai diverse da allora.

Ierina Dabalà 
"I cieli dei vent'anni". Nous allons changer le monde
Macchione Editore
 Lire 22.000

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