| A tre giorni dalla chiusura della mostra su Pietro Antonio Magatti, esponente autorevole del Settecento lombardo, si possono già
tirare le prime somme. La decisione degli organizzatori di protrarre la mostra per
un altro mese è stata azzeccata: oltre 5mila i visitatori e circa 500 gli studenti, di
elementari e medie, che hanno partecipato ai laboratori didattici incentrati
sul pittore varesino. Al Castello di Masnago,
sede del Museo di arte moderna e contemporanea, ci sono state anche presenze
importanti, come quella dell'ex direttore del Louvre, Pierre
Rosenberg, e il critico d'arteVittorio Sgarbi.
Il successo della mostra puo' essere sintetizzato
nell'analisi fatta proprio dallo stesso Rosenberg, che identifica nell'orgoglio e nel
legame degli abitanti della città con questo artista e nella "speranza di
condividere in modo più ampio la loro fierezza ", le ragioni e le motivazioni di
tanta attenzione. Samanta Severgnini, che insieme a Guido Zanzi, ha curato l'allestimento della mostra,
sottolinea il fatto che il successo potrebbe essere riconducibile al tipo di
proposta fatta dai curatori, Simonetta Coppa e Anna Bernardini, un "Magatti
insolito", sia per il tipo, sia per il numero di tele esposte.
Interessante il lavoro collaterale, quello dei laboratori
didattici, affidato a tre operatori, coordinati da Samanta Severgnini. I laboratori hanno
richiamato molti studenti della provincia. I percorsi proposti, ciascuno della durata di
quattro ore, erano tre: sull'affresco, sulla pittura ad olio e sui soggetti del Magatti.
Nel primo si ricostruiva il ciclo dell'affresco, partendo direttamente dall'opera. Poi,
una volta rientrati al museo, i ragazzi riproducevano il loro affresco. Nel laboratorio
della pittura ad olio gli studenti avevano a disposizione delle scatole
"misteriose", contenenti gli oggetti necessari per questo tipo di pittura, che
venivano aperte e utilizzate durante il percorso didattico. Infine nel laboratorio dei
soggetti, legato ai personaggi e alle storie rappresentati nelle tele del Magatti, gli
allievi imparavano a creare delle loro storie con la tecnica del collage, partendo dalla
riproduzione delle singole figure e combinandole in fantasiose vicende.
I laboratori, vista l'esperienza positiva, continueranno anche in estate.
Prossima mostra, a partire dal 24 giugno fino al 26 agosto,
sarà dedicata all'ultima produzione dell'artista Vasco Bendini, uno dei padri
dell'informale.
|