Si
svolgono in questi giorni gli esami per la licenza elementare. 26
sono le scuole varesine interessate divise fra i sei Circoli
didattici e più di 700 i bambini coinvolti, che dovranno
affrontare il loro primo vero esame di valutazione, anche se negli
ultimi tempi è diventato sempre più un elemento di passaggio e
soprattutto con il nuovo regolamento dei cicli andrà gradualmente
scomparendo.
Alcune scuole hanno cominciato gli scritti ieri, mentre altre,
come per esempio il primo Circolo, oggi con la prima prova di
italiano, il tema appunto. Tre titoli, che normalmente spaziano
dal tema fantastico, a quello più descrittivo, fino al personale
e più intimista. Domani la seconda prova, il problema di
aritmetica, dopo di che comincereanno subito gli orali, che
proseguiranno nelle scuole più numerose fino a venerdì, giorno
in cui verranno comunque esposti tutti i risultati.
Forte l'entusiamo che si respira in questi
giorni nelle scuole, da un lato il termine delle attività
scolastiche e quindi l'arrivo delle vacanze, dall'altro l'ebrezza
accompagnata da un po' di tensione per il primo esame, quello
sconosciuto, che ancora oggi crea delle aspettative in molti
alunni. Siamo entrati all'interno della scuola
"Morandi", poco prima del termine della prima prova, per
cercare di cogliere l'atmosfera che si vive.
"La licenza elementare non ha più oggi
una valenza di esame correlato al rischio, come una volta - spiega
la direttrice scolastica del primo Circolo, Daniela Tam Bay -
consiste per lo più in una sintesi e una verifica del lavoro
svolto durante l'anno. Infatti noi, per esempio, diamo molto
spazio alla prova orale, proprio per fare parlare il bambino e
quindi mostrare il suo livello di maturazione. I bambini, infatti,
non lo vivono con panico o paura, perché si tratta soltanto di un
accertamento. Si tratta di una valutazione che serve anche al
bambino stesso per capire di avere appreso certe cose e
soprattutto di essere in grado di fare determinate cose.
Naturalmente però esiste il senso della prova, con la presenza
del membro esterno e di una commissione giodicante, e credo che
sia utile, in fondo è la prima prova istituzionale che il bambino
affronta".
I bambini, da parte loro, sono serenissimi,
anzi alcuni di loro hanno affrontato la prova in modo spavaldo e a
dire il vero quasi come un gioco.
Tra i temi più scelti "Caro diario" e "Mi
presento", temi che richiedevano un approccio più personale
e intimista, mentre solo alcuni hanno scelto il tema fantastico.
La prova più temuta, invece, sono gli orali, forse perché
nascondono ancora un po' di mistero. I maschietti più coraggiosi
e forse più spavaldi ammettono di non avere studiato poi molto,
per preparare gli esami, mentre le ragazzine, più timide e
giudiziose hanno ripassato la lazione il giorno prima.
Se tanto entusiamo e tranquillità emergeva
dalle parole dei bambini, quelle dei genitori, invece,
ridimensionavano la situazione e riportavano l'attenzione
sull'importanza che ha comunque il primo esame.
"Non è stato certo vissuto come un momento di tensione -
afferma una mamma, che attende fuori dalla scuola il figlio -
abbiamo cercato di affrontarlo con serenità, anche perché se un
bambino è preparato deve stare tranquillo. Si tratta comunque di
un momento formativo importante e bisogna fare capire al bambino
che ci deve tenere e deve raggiungere il proprio obiettivo".
"La classe di mio figlio - spiega un 'altra madre in attesa
della conclusione della prova di italiano - aveva già affrontato,
qualche giorno fa, una esamino di inglese, e questo credo che
abbia aiutato molto, per rendersi conto di che cosa dovevano
affronatre oggi. Il nostro aiuto come genitori è stato soltanto
quello di fornirgli alcuni consigli tecnici, se per caso
improvvisamente non sapeva cosa scrivere".
Alla scuola Morandi questa mattina si è
presentato anche un bambino per affronatre l'esame di idoneità
per iscriversi direttamente alla seconda classe. "Una volta,
ci dice la direttrice scolastica, erano molti di più i bambini
che venivano preparati dai genitori e da insegnanti esterni e che
saltavano così il primo anno di scuola. Oggi fortunatamente sono
una minima parte, perché credo che sia importante dare loro fin
dall'inizio un 'impostazione
didattica".
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