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Varese-laghi |
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16.31.42 |
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07/06/07
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| Varese - In
costante aumento il numero di rifugiati politici in arrivo sul nostro territorio
attraverso lo scalo di Malpensa. L'assessorato ai Servizi Sociali del Comune sposa il
programma nazionale di asilo |
| "Varese
accoglie": la città si mobilita in favore degli asilanti |
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Dal 2 luglio "Varese
accoglie". Partirà, infatti, all'inizio del mese prossimo un progetto sperimentale
d'intervento a favore di quanti arrivano nel nostro territorio e attendono lo status di
rifugiati politici.
Attualmente la legge, lacunosa, prevede un contributo di 34.000 lire a persona per un
massimo di 45 giorni dal momento dell'accettazione della domanda. Accade spesso, però,
che il tempo necessario ad ottenere lo status si dilati sino a 9 e a volte anche 18 mesi.
Così gli asilanti sono costretti a vivere alle spalle del volontariato, nell'ipotesi
migliore.
Grazie a fondi messi a disposizione dal Fondo europeo per i rifugiati e dal Ministero
dell'Interno, che attinge dal fondo straordinario dell'otto per mille, in tutto 18
miliardi sino a fine anno, è stato varato un programma che ha respiro nazionale e che, a
livello locale, vede il coinvolgimento del Comune di Varese attraverso l'assessorato ai
Servizi Sociali A raccontare come si attuerà è stata l'assessore Annamaria
Bottelli che ha spiegato anche le ragioni alla base della scelta amministrativa.
"Questo progetto rientra, inoltre, nel nostro programma "Varese sicura" o,
come diciamo anche, "Varese si cura" per tutelare il territorio e i
cittadini."
La necessità di intervenire in favore degli asilanti nella nostra provincia nasce anche
dall'aumento esponenziale di rifugiati che giungono all'hub di Malpensa. In tre mesi, dal
primo di marzo al 31 maggio 2001, nello scalo del varesotto ben 81 persone hanno inoltrato
richiesta, mentre in tutto il 1998 furono 8 e lo scorso anno 135. L'esigenza di
intervenire è stata raccolta, innanzitutto, dalla Caritas ambrosiana che ha avviato il
progetto "Farsi prossimo": dal 2 luglio a Malpensa verrà aperto uno sportello a
disposizione di quanti giungono nel nostro paese e chiedono asilo. Una volta che la
polizia avrà dato il nulla osta, le persone verranno portate nei centri di prima
accoglienza, tra cui quelli di Rho e di Caronno Pertusella. Dopo l'emergenza,
verranno trasferiti in una delle 60 sedi in tutt'Italia, per 1900 posti globali. E
proprio alcune di queste sedi sono sul territorio della provincia e, in particolare, un
centro è a Varese in via Pola. Si tratta del centro d'accoglienza gestito dal 1999 dalla
Caritas, che accoglie già 18 uomini singoli. Ci saranno, poi, alcuni appartamenti a Somma
Lombardo, Sesto Calende e Cardano al Campo, dove verranno ospitate le famiglie richiedenti.Questa
fase, definita di accoglienza diffusa, dovrà durare 6 mesi per permettere il
turn-over. Chiaramente in questo periodo verranno forniti agli ospiti tutti i
supporti necessari sia a vivere sia ad iniziare l'integrazione.
La struttura sarà gestita sempre dalla Caritas che si avvarrà dell'opera dei volontari.
All'amministrazione rimarranno i compiti di relazione con gli altri soggetti coinvolti nel
discorso istituzionale, questura, provincia e ministero.
In città, attualmente, sono ospitati una cinquantina di asilanti, mentre in quattro
appartamenti trovano alloggio altrettanti nuclei familiari. Proprio una delle due
strutture della Caritas verrà utilizzata per il progetto "Farsi prossimo".
Compito non facile, ora, è quello di sistemare gli attuali ospiti di via Pola, una
decina, per far spazio ai nuovi arrivi. |
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Alessandra Toni |

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