| Domenica
17 giugno ,alle ore 10, presso la Coopuf , via de Cristoforis 5 -
Varese "Quale futuro per l'agricoltura nell'epoca della
globalizzazione" relatore :Gianni Tamino (docente
universitario a Padova, biologo, membro del Comitato nazionale per
la biosicurezza e le biotecnologie Gianni Tamino è stato
parlamentare europeo) -L'agricoltura nel xx secolo non ha risolto
il problema della fame nel mondo, ha creato squilibri ambientali
ed ha favorito i monopoli delle multinazionali. -Negli ultimi
decenni l'Europa ha trasformato la propria agricoltura basandosi
solo sul criterio della produttività, creando eccedenze,
disoccupazione e riducendo la fertilità dei suoli.
L'agricoltura biologica è la forma più
avanzata di agricoltura sostenibile, ma non può rimanere
marginale, di nicchia. Per rendere sostenibile l'agricoltura del
XXI secolo occorre ripensare non solo come produrre, ma anche cosa
e per chi. È necessario passare dalla logica quantitativa, basata
sulla produttività, che ha caratterizzato l'agricoltura
intensiva, alla logica qualitativa, basata sulla compatibilità
ambientale e sulla salubrità dei prodotti. Ciò significa non
solo rispettare il patrimonio naturale, passando dalle produzioni
lineari ai processi ciclici organici, ma anche considerare piante
ed animali come organismi viventi, con proprie caratteristiche
genetiche, frutto di una lunga evoluzione che ha garantito
un'ampia biodiversità. Per questo l'affermarsi di tecniche di
manipolazione genetica non costituisce un superamento
dell'agricoltura chimica, ma anzi esaspera l'uniformità
produttiva, con nuovi rilevanti rischi per l'ambiente e per la
salute.
La sostenibilità richiede in tutte le aree
del pianeta produzioni finalizzate a mercati prevalentemente
regionali, con l'obiettivo dell'autosufficienza alimentare. Ma per
poter sfamare tutta l'umanità occorre anche modificare la dieta
prevalentemente carnea dei paesi ricchi, che devono spostarsi ad
un livello inferiore della catena trofica. Questi obiettivi si
possono realizzare solo con una diversa logica economica mondiale,
rimettendo in discussione l'OMC e il monopolio delle
multinazionali agroalimentari, particolarmente impegnate, con i
brevetti biotecnologici, ad ottenere il controllo della produzione
agricola mondiale. Ma anche con un diverso modo di valutare il
valore delle merci, includendo nei prezzi anche i costi esterni,
quali i danni all'ambiente e alla salute.
In quest'ottica un'agricoltura sostenibile,
come quella biologica, risulta anche la più valida
economicamente, ma deve uscire dalle dimensioni di nicchia per
passare ad una produzione su ampia scala. A partire dalle 10
animazione e mostra -mercato in collaborazione con Copac di
prodotti biologici, naturali, equosolidali....con la
partecipazione di produttori e operatori della nostra provincia.
Sarà possibile visitare la mostra curata da URKA (interventi
d'arte contemporanea) e l'installazione di Aldo Ambrosini-Davide
Danti- Natasa Karanovic-Carlo Mattoni- Sandro Sardella- Albrto
Tognola sugli OGM L'iniziativa è organizzata da ARCI, AUSER, LA
FABBRICA DELLE IDEE, FILMSTUDIO'90, LA COMUNE, UNIVERSITA'
POPOLARE, COOP. DI BIUMO E BELFORTE, COOP. NOVECENTO, COOP. UNINE
FAMILIARE per il ciclo "Un altro mondo è possibile" |