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famiglie su 10 hanno il cellulare, i bambini sono affidati ai
nonni-sytter , preferiti agli asili, e aumentano gli accessi ad
Internet. Ma non ci si deve far ingannare, perché gli Italiani fotografati
dal Rapporto annuale dell'Istat sono dei tradizionalisti, per
quanto riguarda la quotidianità famigliare ma anche degli aspiranti
abitanti del futuro, considerato il fascino che esercitano su di
loro le nuove tecnologie.
Le famiglie italiane hanno speso in media
nel 1999 quattro milioni di lire al mese. La spesa è così
ripartita: il 34 per cento va per l’abitazione (affitti, ma
anche spese e mutui considerato che l’80% vive in una casa di
proprietà); il 19 per cento se ne va in beni alimentari e il
15% in trasporti. Nei trasporti il 51 per cento degli italiani
predilige l'automobile privata, mentre solo l'8 per cento si
affida ai bus. Il restante 27 per cento del budget se ne va in altri beni e
servizi.
Il 68 per cento delle famiglie
italiane (sette su dieci) spende Il 4 per cento della spesa totale mensile
(250mila lire) per curarsi: 130 mila lire servono per le medicine,
il resto per le visite mediche generiche e specialistiche. Ai
medici ricorre il 18 per cento delle famiglie del Nord-est e solo
il 9,5 per cento di quelle del Sud.
Nonostante tutte le polemiche sulla scelta scuola
pubblica o scuola privata, la prima rimane la prediletta degli
italiani, frequentata dal 90 per cento dei
bambini e dei ragazzi con meno di 18 anni. Per le tasse
scolastiche le famiglie spendono in media 500 mila lire all’anno.
Che l'Italia fosse la culla del telefono
cellulare era risaputo, ma i dati dell'indagine Istat ci rimandano
una vera e propria mania: sette famiglie su dieci dispongono
di almeno un telefonino, mentre solo sette anni fa erano soltanto
tre. Le famiglie con due cellulari sono passate dal 16,9 per cento
del ’97, al 31,5 per cento del 2000, quelle con tre
cellulari dal 2,4 all’8,5 per cento e quelle con quattro
dallo 0,4 al 3 per cento.
Anche Internet dilaga. Nel ’97: le famiglie che si connettevano
alla Rete erano il 2,3 per cento, oggi sono il 15,3, con
una maggiore diffusione tra i giovani del Nord
Un bambino su due è affidato ai nonni,
preferiti a scuole materne e asili nido. 140 mila bambini da 0 a 2
anni nel ’98 ha frequentato un nido e circa un milione e 300
mila tra i 3 e i 5 anni andava alla materna.
Sulle abitudini alimentari è risaputo che gli
italiani sono sofisticati: nel
2000, il 75 per cento degli italiani ha consumato il pasto
principale a casa, snobbando il fast food.
Negli ultimi anni secondo l'Istat è stato
il terziario il vero motore dello sviluppo del
Paese, ma allo stesso tempo lo specchio di un'economia piena di
luci e ombre: se
è vero infatti che nel 2000 in questo settore hanno trovato
lavoro 479 mila persone, più della metà delle quali a tempo
indeterminato. E' altrettanto vero che nel terziario si
concentra il 70 per cento dell'economia sommersa. |