Si
è aperta questa mattina nella sala della Palazzina della Cultura
del Comune di Varese in via Sacco l'esposizione pittorica realizzata dalla
sezione di Varese dell'Associazione Italiana Parkinsoniani, che
resterà aperta e a disposizione dei visitatori nei giorni di sabato e
domenica per tutto il giorno.
Tra gli espositori sette dei soci dell'associazione, che hanno
mostrato per la prima volta le proprie opere, selezionate con
l'aiuto di un artista professionista, il pittore Angelo Monti, e
che sono state realizzate durante il corso di pittura che ogni
anno viene organizzato dall'Aip, tra le diverse attività che
caratterizzano l'associazione. Gli espositori sono: Elsa Bottari,
Roberto Cappelli, Lorenzo Cirea, Eleonora Colombo, Konrad Czeczka,
Aldo Lapi e Ambrogio Meroni.
Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti, tra un pubblico
numeroso, anche alcune autorità e personaggi del settore: il vice
sindaco e assessore ai Servizi Sociali, Anna Maria Bottelli, il
professor Sala ex primario di Medicina all'Ospedale di Circolo e
responsabile del reparto Alzahimer , la professoressa Emilia
Martignoni, docente universitaria.
"Quello di pittura è un corso
terapeutico che fa parte dell'attività alternativa della nostra
associazione e che aiuta quella farmacologica- afferma Edilla
Paroni Pennisi, responsabile della sezione varesina - Secondo noi
è molto importante poiché, dato che la malattia porta spesso
all'isolamento, con questo speriamo di aiutare i soci e le persone
coinvolte alla socializzazione. E' un modo per uscire
dall'isolamento. Sono circa quattro anni che abbiamo istituito
questo corso e con un riscontro molto positivo. La dimostrazione
sono queste opere che sono esposte in questi giorni e che
dimostrano la voglia di queste persone ad aprirsi e a proporsi
agli altri e alla cittadinanza".
Conduttore del corso è Aldo Lapi,
supportato dall'aiuto tecnico ed emotivo del pittore varesino
Angelo Monti, che si è prestato a offrire la propria consulenza
ai neo artisti dell'Aip.
"Disegnando si intraprende un seducente viaggio nel proprio
in una appassionata ricerca della propria identità - spiega Aldo
Lapi - Esprimendo liberamente le nostre più intime sensazioni, le
nostre emozioni, mettiamo a fuoco la nostra problematicità, le
nostre necessarie contraddizioni. L'arte ci serve per ritrovare
l'autostima e di conseguenza il collegamento con gli altri.
Perché noi siamo isolati, sia nella difficoltà della parola che
dei movimenti, ma dobbiamo capire che possiamo essere come gli
altri e la pittura ci dà questa possibilità". 
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