Non lo
sapessi ma lo so, diceva un comico, in uno sketch, qualche anno fa. Qui non c'é niente da
ridere. Eppure la filosofia sembra la stessa. Le guardie giurate tornano a parlare e
lanciano una denuncia precisa: "Siamo troppo esposti ai rischi, qualcosa
succederà". I morti di Induno Olona, nel 1999, non hanno suscitato una svolta in
direzione della sicurezza. I recenti articoli di Varesenews hanno fatto discutere
nell'ambiente delle vigilanze. E hanno risvegliato, questa sì, la voglia di spiegare
all'opinione pubblica quello che succede.
Cinque milioni per un colpo di kalashnikov. "Miglioramenti dopo Induno
Olona? No, non é andata così" risponde, deciso, arrabbiato, Alessandro Ceolin, il
segretario del sindacato autonomo Sinalv Cisal. "E' accaduto il contrario. Le faccio
un esempio. Il 22 giugno 2000, il Capo della Polizia ha diramato una circolare per
regolamentare i servizi di trasporto valori, che consente di non utilizzare il furgone
blindato per i viaggi sotto i cento milioni. Il risultato é che la agenzie ci fanno fare
servizi, magari con la Panda, a più clienti, in modo da non superare la somma di cento
milioni trasportata". Qual é il problema?
"Il problema è che magari ci presentiamo davanti alla posta e siamo totalmente
sguarniti, oltre che facilmente controllabili. In più abbiamo l'obbligo di indossare il
giubbotto antiproiettile, ma una utilitaria non si può guidare con il giubbotto. Quindi
siamo ancora più vulnerabili".
La circolare a cui si riferisce Ceolin aveva comunque una
sua logica. Citiamo testualmente. "...si ritiene che possano consentirsi modalità
operative poco appariscenti". "Ma non funziona, ormai ci rapinano anche per 30 o
40 milioni, e sparano". Ne sa qualcosa Costantino Smilari, una guardia giurata che
nel 1996 venne ferita con un colpo di arma da guerra a una gamba durante un assalto. Ora
si trova in causa con l'agenzia di vigilanza. Gli hanno offerto solo 5 milioni di
risarcimento. "Una beffa - dice - io ho rischiato la vita, il proiettile passò
vicino all'arteria".
Un mercato in oligopolio. Toccare l'argomento retribuzioni fa capire qualcosa in più.
Le guardie giurate scontano la bassa scolarità richiesta. Tuttavia, nonostante i forti
rischi, un neo assunto di sesto livello parte da 1 milione 651mila lire al mese, per sei
giorni di lavoro, 7 ore e 15 minuti. Un Quarto livello 1 milione e 900 mila. "Ma con
i contratti a termine c'é anche chi lavora dalle 14 alle 6 di mattina".
La paghe sono basse, ma il mercato non sembra andare male. Otto agenzie in provincia,
Corpo di vigilanza città di Varese, Corpo di vigilanza bustese, Prealpol di Busto, Ancr
di Varese, Vigilnot di Ispra, Vedetta di Saronno, Allerta di Besnate, Gallaratese. Un
mercato bizzarro. "Se togliamo Ispra e Saronno le altre aziende sono tutte degli
stessi proprietari. E' per questo che quando abbiamo letto le dichiarazioni del direttore
della Prealpol, che attribuiva impegno nella formazione alle aziende del Basso Varesotto e
trascuratezza in quelle del Nord, ci siamo chiesti: ma non l'avete deciso voi? In fondo
sono tutte della stessa proprietà".
L'allarme sulla formazione poco adeguata é finora caduto nel vuoto. Ceolin e Smilari
lanciano accuse precise. "Oggi non c'é in programma nessun corso. Guardi qua".
Ci mostra due volumi. "Le armi corte: nomenclatura e loro impiego", un vhs con
lo stesso titolo e "Professione guardia giurata", un libro del 1992. Sono i
testi sacri? "Sono vecchi. Peccato comunque che non siano mai stati distribuiti.
Questi li abbiamo avuti noi perché li abbiamo chiesti come sindacato".
Possibile?
"Certo - continua Ceolin - come avete scritto anche voi, nell'ultimo corso fatto a
Varese non c'era alcun testo, non si poteva prendere appunti, mancava un consulente
legale, un addetto di polizia". Però c'era un esperto di armi. "Sì, ma nella
pratica vuole sapere come funziona la formazione?".
40 minuti e sei pistolero. Il corso per imparare a usare le armi dura mediamente 40
minuti. Il tempo di andare al poligono, farsi spiegare le nozioni base dall'addestratore,
mirare, sparare. In un'ora sei fuori dal poligono. E sei armato. Il nullaosta timbrato
arriva alla Questura. I controlli di rito e poi sei a posto. La pistola è tua. Da quel
momento in poi, qualsiasi cosa accada in servizio, é a tua esclusiva responsabilità
civile e penale. Qualcuno ha già maneggiato le armi, altri no. Durante l'anno hai quattro
turni di esercitazione pagata dall'agenzia. 50 colpi a volta. Ogni anno si ripete l'esame,
se non metti dentro 25 colpi, i minimi richiesti, gli altri colpi li devi pagare tu. Ogni
astuccio costa 25mila lire e contiene 50 colpi. "E' anche nelle piccole cose che si
vede la politica di risparmio dei costi delle aziende - spiega Ceolin -. L'ultimo corso di
formazione me lo proposero nella giornata di riposo. Oppure: nel poligono di Varese
spariamo con i proiettili di piombo, ma in servizio usiamo quelli blindati, che rimbalzano
di più. La linea ci sarebbe, però ha un costo maggiore. Ho chiesto all'addestratore
perché non potevamo andare. Mi hanno detto che non c'é problema, dipende solo dall'ok
delle aziende. Intendiamoci su una cosa però, sparare quattro volte l'anno é niente, non
si può imparare bene a gestire un'arma. Se vuoi imparare devi andare al poligono a tue
spese". |