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Varese-laghi |
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E-mail |
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16.30.48 |
Giorno
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07/06/07
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| Varese - Domani
o tutt’al più nel pomeriggio l’autopsia sul corpo della
vittima. Da questa dipende la sorte del giovane fermato. I fatti
di Gavirate sono però lo specchio di una Provincia sempre più
aggressiva |
Una
storia di ordinaria violenza
dietro la morte di Martignoni |
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| Una
storia di ordinaria violenza di fine settimana; una storia che ha
avuto esiti immensamente più tragici delle cause che l’hanno
scatenata. La morte di Enrico Martignoni, l’infermiere che
potrebbe essere deceduto in seguito alle botte prese nel corso di
una rissa al pub è il segno dei tempi che cambiano, dell’agressività
diffusa che accompagna le serate non solo nelle periferie
degradate ma anche nei paesini di provincia. Restano in sospeso
gli interrogativi più pressanti legati alle indagini: a domani è
stato rimandato l’interrogatorio di convalida a carico di
Christian Pillitu, il giovane in carcere con l’accusa di aver
provocato la morte di Martignoni; a domani o tutt’al più nel
pomeriggio è stata rinviata anche l’autopsia sul corpo della
vittima. Da quest’ultimo esame, in particolare, dipende la sorte
dell’arrestato: se infatti verrà comprovato il nesso di causa
tra la rissa e la morte, prenderebbero spessore le accuse a carico
di Pillitu. Il fermo nei suoi confronti è stato deciso dal
pubblico ministero Francesco Paganini per scongiurare il pericolo
di fuga. Nel frattempo i carabinieri della compagnia di Luino
hanno ricostruito l’episodio al centro del caso; e qui emerge l’ordinaria
violenza a cui si faceva cenno. Martignoni e Pillitu erano
giovedì sera all’interno dello stesso locale, il Last pub di
viale Ticino a Gavirate. L’infermiere di Cuveglio a un certo
punto segue con lo sguardo una ragazza, uno sguardo forse un po’
insistito; quella donna è la fidanzata di Pillitu, ventiduenne di
Caravate, nessun precedente di alcun genere, che reagisce
immediatamente: <Che c… hai da guardare?>. Un diverbio
banale, un risentimento che in mille altre circostanze sarebbe
svaporato in pochi attimi. Non così giovedì sera, non così
nella notte di provincia, dove sempre più spesso pattuglie e
ambulanze sono chiamati a intervenire per litigi. Tra i due
scoppia subito la scazzottata: Pillitu – dicono – è
fisicamente ben piazzato, porta tatuaggi e testa rasata; il rivale
sembra soccombere ma reagisce a sua volta. Al punto che viene
allontanato dal locale; la lite continua in strada dove Martignoni,
pur avendo impugnato un bastone ha ancora la peggio e si
allontana. Torna a casa pesto e dolorante ma per 24 ore sembra non
accusare niente di grave. Fino alla mezzanotte di venerdì, quando
si alza dal letto della sua casa di Cuveglio e va a sdraiarsi sul
divano. Poche ore dopo la moglie lo trova privo di vita. Resta
ancora per qualche ora il mistero sulle cause di quel decesso,
resta e rimarrà sempre la sproporzione tra il motivo del litigio
e tutti i fatti che ne sono scaturiti. |
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Claudio
Del Frate |
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