I
"Fantasmi" di Vincenzo Cerami viaggiano sulle gambe e nei pensieri di una donna,
Morena, votata alla fuga e alla finzione. Una donna che allinizio del racconto si fa
chiamare Angela e vive insieme a un regista fallito in un appartamento qualsiasi di Corso
Buenos Aires a Milano, e che una mattina, di nascosto, raccoglie le sue cose e ritorna a
Roma, nella sontuosa casa del padre, geniale compositore, senza però recuperare
lidentità del passato, bensì diventando Gabriella, ancora una volta scegliendo una
diversa identità, per attraversare lItalia e il tempo presente con una prospettiva
che non la ingabbi in una forma unica e definita per sempre (il romanzo si pare con una
frase emblematica: non badare alla forma, Angela).
E il Vincenzo Cerami scrittore, quello che sale sul palco di Amor di Libro
domenica sera, per presentare questo suo ultimo romanzo, pubblicato da Einaudi, e costato
due anni di faticoso lavoro. Cerami é oramai un personaggio popolare soprattutto come
sceneggiatore, per le scritture dei film di Roberto Benigni, per lOscar de "La
vita é bella", ma anche per altre pellicole celebri di questi ultimi anni, dai
lavori di Antonio Albanese, per citare i più recenti, a "Porte Aperte" e
"Colpire al cuore" di Gianni Amelio.
Nella scrittura lautore romano diventa ancora più "originale, sottile,
inquieto" per usare una definizione del critico letterario Roberto Cotroneo e
presenta un libro, sempre citando il critico de LEspresso, "kunderiano nella
scrittura postrealista".
Scrittura piana e comprensibile, fughe incrociati, accenni psicanalistici, elogio della
fuga. "Fantasmi" racconta una storia volutamente ambigua, che fa anzi
dellambiguità un territorio in cui azzerare le cose per restituirsi al gioco della
scelta di una propria identità.
E in una recente intervista che lautore ha delineato lo scenario ideale dei
suoi personaggi, che si muovono nei nostri tempi, tempi senza cronologia, schiacciati sul
presente, orfani delle ideologie dei padri, ma forse per questo ancora più liberi. Un
discorso affascinante e misterioso, che fa dello scrittore di "Un borghese piccolo
piccolo" uno dei pochi autori ancora in grado di raccontare storie personali e
insieme evocative dei cambiamenti più intimi questo paese. Ce ne parlerà dalle 21 di
domenica, ad Amor di Libro, al tendone in piazza Repubblica.
Roberto Rotondo