Torna a
Varese-laghi
E-mail
Ore 16.30.34
Giorno
07/06/07
 
Varese – Lo scrittore, sceneggiatore de "La vita é bella", presenta il suo ultimo libro: Fantasmi
Da Benigni alla fuga di Morena
l’ultimo romanzo di Vincenzo Cerami

I "Fantasmi" di Vincenzo Cerami viaggiano sulle gambe e nei pensieri di una donna, Morena, votata alla fuga e alla finzione. Una donna che all’inizio del racconto si fa chiamare Angela e vive insieme a un regista fallito in un appartamento qualsiasi di Corso Buenos Aires a Milano, e che una mattina, di nascosto, raccoglie le sue cose e ritorna a Roma, nella sontuosa casa del padre, geniale compositore, senza però recuperare l’identità del passato, bensì diventando Gabriella, ancora una volta scegliendo una diversa identità, per attraversare l’Italia e il tempo presente con una prospettiva che non la ingabbi in una forma unica e definita per sempre (il romanzo si pare con una frase emblematica: non badare alla forma, Angela).

E’ il Vincenzo Cerami scrittore, quello che sale sul palco di Amor di Libro domenica sera, per presentare questo suo ultimo romanzo, pubblicato da Einaudi, e costato due anni di faticoso lavoro. Cerami é oramai un personaggio popolare soprattutto come sceneggiatore, per le scritture dei film di Roberto Benigni, per l’Oscar de "La vita é bella", ma anche per altre pellicole celebri di questi ultimi anni, dai lavori di Antonio Albanese, per citare i più recenti, a "Porte Aperte" e "Colpire al cuore" di Gianni Amelio.

Nella scrittura l’autore romano diventa ancora più "originale, sottile, inquieto" per usare una definizione del critico letterario Roberto Cotroneo e presenta un libro, sempre citando il critico de L’Espresso, "kunderiano nella scrittura postrealista".

Scrittura piana e comprensibile, fughe incrociati, accenni psicanalistici, elogio della fuga. "Fantasmi" racconta una storia volutamente ambigua, che fa anzi dell’ambiguità un territorio in cui azzerare le cose per restituirsi al gioco della scelta di una propria identità.

E’ in una recente intervista che l’autore ha delineato lo scenario ideale dei suoi personaggi, che si muovono nei nostri tempi, tempi senza cronologia, schiacciati sul presente, orfani delle ideologie dei padri, ma forse per questo ancora più liberi. Un discorso affascinante e misterioso, che fa dello scrittore di "Un borghese piccolo piccolo" uno dei pochi autori ancora in grado di raccontare storie personali e insieme evocative dei cambiamenti più intimi questo paese. Ce ne parlerà dalle 21 di domenica, ad Amor di Libro, al tendone in piazza Repubblica.

Roberto Rotondo

Torna all'inizio dell'articolo