| Sono stati colti
in flagranza di "performance artistica", ma poichè la loro vena pittorica fa
parte delle infrazioni al codice penale sono stati denunciati dalla polizia. E' ciò che
è successo a sette ragazzi comaschi sorpresi nella notte tra il primo e il due giugno in
piazzale Kennedy a Varese, mentre "dipingevano" (o "imbrattavano", a
seconda del punto di vista della legge) i vagoni dei treni. Una
performance complessa, che prevedeva non solo la realizzazione dei graffiti con le
classiche bombolette, ma anche l'opera di documentazione del graffito stesso, realizzata
con una videocamera: un uso sempre più diffuso tra gli "artisti" illegali,
poichè nella maggior parte dei casi le loro opere vengono ben presto "ripulite"
a colpi di pompa d'acqua, e fotografarle o filmarle resta l'unica loro possibilità per
"tramandarle" ai posteri.
Oltre alla inevitabile denuncia - che non hanno potuto scampare i
sette ragazzi di Como di età compresa tra i 17 e 21 anni che la polizia ha fermato in
flagranza di reato - è scattato, naturamente anche il sequestro delle prove: la polizia
ha portato via e conservato come corpo del reato non solo le bombolette ma anche la
videocamera, che ne documentava la loro inderogabile responsabilità.
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