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Mancanza degli elementi che
facciano da presupposto alla permanenza in carcere: sulla base di
questa considerazione è stato rimesso in libertà questa mattina
Christian Pillitu, il giovane di Caravate inizialmente fermato per
la morte di Enrico Martignoni, l’infermiere deceduto dopo una
rissa in un pub di Gavirate. Pillitu rimane indagato a piede
libero per omicidio preterintenzionale; il gip Ottavio D’Agostino
ha però ritenuto infondata la permanenza in carcere del giovane,
in particolare sarebbe stato ritenuto immotivato il pericolo di
fuga, poiché il fermo è avvenuto a quasi 48 ore di distanza dal
fatto: se Christian avesse voluto sottrarsi alla giustizia –
questo in sostanza il ragionamento del magistrato - lo avrebbe
fatto con largo anticipo. Resta da appurare, a questo punto, il
nesso di causa ed effetto tra le botte subite da Martignoni e la
sua morte, quesito che potrà essere risolto solo attraverso l’autopsia
in programma nel pomeriggio all’ospedale di circolo di Varese.
Riguardo alla ricostruzione dell’episodio ormai i punti oscuri
sono pochi. Si è saputo ad esempio che dopo il parapiglia di
giovedì sera tra Pillitu e Martignoni, quest’ultimo sarebbe
tornato il giorno dopo al locale di Gavirate,
scusandosi con i titolari di quanto era avvenuto la sera
precedente. Una volta tornato a casa, però, Martignoni era
improvvisamente deceduto. |