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Ha violentato per tre anni la
figlia della convivente, nata da un relazione precedente; lo ha
fatto non solo obbedendo a infimi istinti sessuali ma anche
perché nella bimba vedeva la "proiezione" del suo
predecessore. Ci sarebbe questa orripilante motivazione dietro l’ennesimo
caso di abusi sessuali venuto a galla al termine di una indagine
della Squadra Mobile di Varese. I poliziotti hanno arrestato un
muratore trentacinquenne (l’identità non è stata svelata per
tutelare la vittima) residente in un paesino del lago Maggiore. La
vicenda ha aspetti particolarmente crudi; la bambina, che oggi ha
tredici anni ed è stata affidata ad un istituto, ha dovuto
sottostare ai voleri dell’uomo dall’età di nove anni ai
dodici; secondo quanto accertato dalle visite mediche la vittima
avrebbe subito rapporti completi. A tal punto era giunto il senso
di frustrazione e umiliazione che per due volte la piccola avrebbe
tentato di togliersi la vita. La Mobile sta accertando anche un
ulteriore particolare agghiacciante: l’arrestato avrebbe indotto
la bambina ad avere rapporti anche con altri uomini. Come detto la
motivazione di tutto ciò sarebbe stata una sorta di
"vendetta trasversale" nei confronti del padre della
bambina: lo avrebbe rivelato l’indagato stesso nel corso del
primo interrogatorio ma il particolare sarebbe emerso anche nel
corso delle indagini. L’uomo è stato arrestato ieri pomeriggio
sul posto di lavoro e si trova ora nel carcere dei Miogni. |