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Ore 16.30.48
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07/06/07
 
Varese – Domani l’interrogatorio delle tre arrestate. Per i difensori sono innocenti
Un ex pentito "presenza fissa" al Cup
Mistero su chi ha intascato il miliardo 

Primo interrogativo: i soldi mancanti sono davvero stati intascati da Silvana Tibiletti e dalle altre indagate? Secondo interrogativo: chi è il misterioso pregiudicato che stazionava nei locali dell’ospedale e come è possibile che gli amministratori dell’ospedale fossero all’oscuro di questo singolare fatto? Due quesiti, non certo gli unici, che potrebbero emergere domani, quando il gip di Monza interrogherà in carcere le tre donne arrestate nell’ambito dell’inchiesta per i soldi dei ticket "distratti" dalle casse dell’ospedale. La notizia dell’arresto ha suscitato incredulità e come detto restano ancora oscuri alcuni aspetti della vicenda giudiziaria. 

L’ordinanza di custodia cautelare, ad esempio, non specifica quale fosse la destinazione del denaro, se insomma, le due dipendenti del nosocomio e la volontaria fossero il terminale del raggiro o solo delle "pedine" mosse da altri. Da questo punto di vista non passa inosservata la presenza al Cup del misterioso personaggio definito "pregiudicato": secondo alcune voci si tratterebbe di un ex pentito di origine campana che si era offerto di prestare il suo servizio come volontario. Dall’autunno scorso, però, si sarebbero perse le tracce di questo mister X: c’è un ricatto di natura malavitosa, dunque, dietro la sparizione del miliardo e passa dai conti dell’ospedale? E come mai per due anni nessuno si è reso conto di questo ammanco? In attesa degli interrogatori, i difensori degli imputati non si sbilanciano. 

L’avvocato Patrizia Esposito, difensore di Silvana Tibiletti, ha dichiarato che la sua assistita, venuta a conoscenza dell’inchiesta a suo carico alla fine di maggio, si era presentata spontaneamente in procura chiedendo di essere interrogata. Il colloquio era stato fissato proprio per il 22 giugno; cosa che in effetti avverrà, ma con la Tibiletti in stato di arresto. L’avvocato si è detta convinta dell’innocenza della sua assistita e ha definito priva di fondamento la cifra di un miliardo e 100 milioni contestata dall’accusa: possibile – si domanda – che un buco così vistoso sia fuggito a ogni genere di controlli? E possibile che nessuno dei dirigenti dell’ospedale si fosse accorto della presenza del pregiudicato?

Claudio Del Frate

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