| Al Cup,
il centro unico di prenotazioni di Varese non si parlava d'altro, questa mattina. Della
fila per pagare il ticket e delle attesa. Come sempre a sentire gli utenti. In centinaia
affollano gli sportelli di viale Borri e si arrabbiano. Delle due impiegate e della
volontaria che avrebbero sottratto alle casse dell'azienda più di un miliardo qualcuno ne
parla. Se non altro per aggiungere critiche alle molte rivolte al servizio. "Vista la
situazione non c'è che da meravigliarsi se succede anche questo" è il commento di
un'anziana signora. La notizia sembra non avere fatto ancora il giro fra la gente. Un'ora
al Cup ed è passata sulla bocca di un paio di persone. Senza particolari clamori fra i
vicini di fila. Scuotono la testa e qualcuno sorride anche aggiungendo il solito
"cose italiane". Sono soprattutto gli anziani ad indignarsi. Fuori dagli uffici
ne parla animatamente un capannello di pensionati. Questo è quanto. Neppure i cartelli sulle vetrate degli sportelli destano particolare
curiosità. È un messaggio del direttore generale Carlo Lucchina che ripete in sostanza
al pubblico il comunicato diffuso ieri mezzo stampa. È l'invito a non diffidare del
personale e degli sforzi dell'azienda per migliorare il servizio della fila unica di
prenotazioni, nonostante il clamore diffuso dalla stampa sulle presunte irregolarità a
carico del personale denunciate dalla direzione dell'azienda ospedaliera. Quali siano le
presunte irregolarità è lasciato all'informazione degli utenti. Ma la comunicazione è
stata letta veramente da pochi. Gli occhi di quelli che attendono restano fissi allo
sportello e quelli dei nuovi arrivati rimangono per un attimo sbarrati di fronte alla
fila. Si armano poi di pazienza e guadagnano il loro posto in coda, fuori dal Cup, fra i
borbotti e le chiacchere dei vari malanni. E insieme al consueto "manca personale,
perchè non mettono due impiegate per il ticket". Parola di utenti. |