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malcostume negli ambienti pubblici si dice che esista. Anche
all'ospedale, a tutti i livelli e con diverse sfumature: dalle
bistecche della cucina, fino allo scandalo del
miliardo sottratto dalle casse del Cup. Non è la stessa cosa ed
è per questo che i sindacati si trincerano compatti a difendere
i dipendenti, facili bersagli dopo fatti simili. «Mi auguro si tratti di un atto isolato - dice
Vittorio Bernardone della Cisl, responsabile per la sanità - la
mia preoccupazione è quella di
salvaguardare il personale, lo scandalo del Cup riguarda alcune
persone e un sistema di controllo a monte che ha mostrato le sue
falle, rischiano però di pagare quattromila dipendenti onesti, il
lavoro pesante degli infermieri che con turni anche massacranti
garantiscono la continuità terapeutica non fa certo notizia ed è
facile cadere nel pregiudizio del dipendente pubblico lazzarone».
Non
dissimile la posizione di Manuela Vanoli della Cgil, responsabile
per la sanità. Anche alla Cgil i disagi segnalati sono sempre
stati quelli dello stress per il tipo di lavoro. «Qualche
situazione strana è cominciata a emergere da quando sono iniziate
le indagini - dice - anche della volontaria lo abbiamo saputo dai
giornali».
Ma le situazioni
anomale del
Cup non sembrano un mistero per nessuno. La presenza dei cani ai
quali la responsabile del centro era molto affezionata, spuntini a
tutte le ore e una volontaria -amica - si sussurra negli ambienti
dell'ospedale - che era lì per aiutarla. Via la Tibiletti e via
la volontaria. Una capa un po' insopportabile pare e i rapporti
nell'ufficio un po' tesi.
«Dei cani lo sapeva tutto
l'ospedale - conferma Piero Bianchi della Rsu - ma non ci
sono mai giunte segnalazioni di disagio se non quelle collegate al
tipo di lavoro, lì infatti non ci vuole lavorare nessuno, tanto
è vero che lo chiamano la Caienna dell'ospedale». È questa
la nomea della prima linea nel rapporto del sistema sanitario con
l'utenza. «Un lavoro difficile - aggiunge Bianchi - e ora i
dipendenti del Cup sono sconcertati dalle reazioni, quasi sono
considerati dei delinquenti». Idem per un'altra
rappresentante sindacale, Cinzia Bianchi. «Stress,
problematiche connesse al lavoro, queste le denunce degli
operatori con cui parliamo ogni giorno».
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