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«E’ stato un
interrogatorio di poche domande, fatto da un giudice che non
conosceva l’inchiesta»: Patrizia Esposito, avvocato difensore
di Silvana Tibiletti, non nasconde la propria amarezza. Ieri
mattina nel carcere di Monza gli avvocati contavano di poter
chiarire molti aspetti dello scandalo esploso al centro di
prenotazione dell’ospedale, dove tre persone sono state
arrestate con l’accusa di aver fatto sparire oltre un miliardo
pagato dai cittadini sotto forma di ticket. Il faccia a faccia tra
le tre imputate e il magistrato monzese delegato per l’interrogatorio
si è invece risolto in pochi minuti, giusto il tempo per far dire
a Silvana Tibiletti, Cinzia Scalamandrè e Liliana Cervellin di
sentirsi innocenti. Le questioni al centro dell’inchiesta non
sono state dunque affrontate in profondità, né sono state
avanzate per il momento istanze di scarcerazione: questa carta
verrà comunque giocata nei prossimi giorni. Restano dunque
irrisolti alcuni degli aspetti più sorprendenti della vicenda. Ad
esempio, l’importo di un miliardo e 100 milioni contestato dai
pm Sara Arduini e Francesco Paganini. La cifra, secondo quanto è
trapelato, ha spiazzato gli stessi vertici dell’ospedale, che
nella loro segnalazione alla procura avevano parlato di un ammanco
di una settantina di milioni. I controlli dell’ente, per la
verità facevano riferimento a due soli mesi (agosto e settembre
2000) ma gli stessi dirigenti ospedalieri si chiedevano da dove
scaturisse la stima avanzata dalla procura, poiché i bilanci non
avrebbero evidenziato una irregolarità tanto macroscopica; da
notare che gli uffici di viale Borri incassano mediamente tra i
300 e i 350 milioni al mese. Secondo mistero: la presenza del
pregiudicato nei locali del Cup di cui parla l’ordinanza di
custodia cautelare. E’ confermato che si tratta di un ex
collaboratore di giustizia sottoposto a programma di protezione (e
dunque era ignota a tutti la sua vera identità) ma che dal
momento in cui è esplosa la grana è stato allontanato da Varese.
Come mai quell’uomo bazzicava liberamente in un ufficio pubblico
frequentato dal pubblico? La direzione ospedaliera – ecco uno
dei pochissimi particolari che trapelano dall’interrogatorio di
Silvana Tibiletti – sarebbe stata al corrente di quella
presenza.
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