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Varese-laghi |
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E-mail |
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16.30.03 |
Giorno
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07/06/07
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| Varese
- Ultima seduta sulla principale poltrona del Consiglio Comunale |
| Maroni
si dimette da Presidente |
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In
apertura di seduta "Bobo" era lì al suo solito posto,
subito dietro alla giunta e vicino agli alti dirigenti e alla
campanella che richiama i consiglieri. Ha voluto onorare fino in
fondo il "suo" Consiglio comunale. "Rassegno le
dimissioni da Presidente del Consiglio. Resto però consigliere
comunale sui cui banchi ho l'onore di essere stato seduto dal
1990. Compatibilmente con i miei impegni ministeriali continuerò
a seguire i lavori". Un commiato semplice, senza tanti
fronzoli. Rovinato solo da una serata che ha espresso tutte le
tensioni interne al suo gruppo della Lega nord.
Maroni riprende così la sua "carriera" da ministro, ma
senza tralasciare il legame con le sue radici. Un esponente
politico stimato anche dai suoi avversari politici e più volte
"coccolato"dai suoi. Palazzo Estense per lui non è
stato solo il luogo della politica, ma anche della passione e dei
rapporti di amicizia. Dopo la prima esperienza con il governo
Berlusconi naufragato solo dopo pochi mesi, ha vissuto un momento
di grave difficoltà politica e gran parte del movimento lo voleva
fuori da ogni gioco. Solo due anni dopo lui si è rimesso
totalmente in gioco per la sua città trascinando alla vittoria la
Lega e con lei Fumagalli nuovo sindaco dopo l'anomala stagione di
Fassa. Ha tessuto rapporti, lavorato per tenere insieme tutti i
pezzi della Lega. Ne ha perso qualcuno per strada, ma l'emorragia
in Consiglio era fermata, con cinque consiglieri in meno e una
maggioranza da rifare, ma intanto Varese aveva ancora alla guida
un borgomastro fedele al Carroccio.
Un lavoro instancabile che dovrà lasciare a qualcuno e che
proprio nella sera della festa si è dimostrato quanto
servisse.
La Lega non è più la stessa e le sue responsabilità di governo,
ormai estese da Palazzo Estense a Villa Recalcati fino a Milano al
Pirellone e ora anche nel cuore dello Stato a Roma richiedono
grande sforzo ai propri dirigenti. Maroni ne è consapevole e ha
salutato il Consiglio Comunale nel modo migliore. Non basta però
a dormire sonni tranquilli per la sua cara Varese.
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M.G. |
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