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Ore 16.31.16
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07/06/07
Petizione dei genitori sulle mense: l'unica novità è l'aumento dei prezzi 

Mense scolastiche, si può cambiar musica

Varese -  Colloquio con Mario Cremona, rappresentante del comitato genitori mensa 
Dal pelacarote alle mele biologiche, le lotte per il pranzo degli scolari

Il punto di partenza è quell'aumento dei  buoni pasto del 25%, una cifra veramente alta da "digerire" per i genitori che devono affidare i propri figli alle mense scolastiche varesine, e che comporta un aumento di spese di oltre trecentomila lire l'anno per ogni ragazzino che resta in mensa a mangiare ogni giorno. Ma la protesta dei genitori che sta circolando sotto forma di petizione  tra le scuole elementari in questo periodo di consegna delle pagelle, coinvolge anche e soprattutto la qualità dei servizi di questa sempre più importante parte dell'"offerta formativa" destinata ai ragazzi delle elementari. 

Così, a parlare di mense scolastiche abbiamo coinvolto Mario Cremona, genitore di un bimbo alle elementari di Casbeno, addetto volontario al controllo mensa di quel circolo e facente parte della commissione mensa del comune di Varese. Un impegno, il suo, che si è naturalmente riversato sul coordinamento genitori mensa, costituito da circa un anno e ora protagonista della che sta circolando in questi giorni.

Quando è nato il comitato genitori?
«Il comitato è nato lo scorso anno sull'onda dell'emozione seguita al ritrovamento dei topi nelle mense, ed è costituito da alcuni genitori che si occupano del controlllo delle mense nei vari circoli scolastici a cui si sono ovviamente aggiunti genitori preoccupati per la salute dei loro figli. A parlare in assessorato, per esempio, ci siamo andati in una dozzina».

Come funziona il rapporto tra assessorato ai servizi educativi e genitori? 
«C'è dialogo, ma per dare un'idea dei tempi necessari per attivare un'innovazione, ci sono voluti due anni circa per riuscire a comprare un pelacarote... come genitori avevamo fatto notare che le carote cotte non erano mangiate da nessuno, mentre le carote crude piacevano un pò di più. Questo però comportava l'acquisto di un attrezzo per affettare le carote, niente di speciale come costo,  ma non c'era verso di fare deliberare l'acquisto al comune. Al pelacarote ci siamo arrivati solo dopo lo scandalo dei topi, e dopo l'evidenza che la stampa ha dato a tutte le questioni sulle mense scolastiche. Insomma, all'insalata di carote crude nel menù ci siamo arrivati, in fondo, grazie ai topi».

Allora fu sotto i riflettori anche la ditta appaltatrice del servizio, la Ristochef. Ora come va?
«Il contratto di appalto è stato poi vinto ancora dalla Ristochef, che non è stata la ditta vincitrice: più precisamente la ditta che ha vinto è stata esclusa, ed è stata chiamata la Ristochef che risultava seconda. Non so come sia andata e quale sia il motivo dell'esclusione, non sono in grado di giudicare. però mi è dispiaciuto, perchè non mi sembrava avessero fatto un buon lavoro».

Qualche buon frutto del dialogo tra assessorato e genitori comunque c'è, mi sembra...
«Alcune richieste dei genitori, in effetti, sono state accettate di buon grado, come la merenda: fino ad oggi i bambini che rimanevano al doposcuola si trovavano in condizioni un pò da 'senza famiglia', mangiavano a merenda gli eventuali avanzi di pane e frutta della mensa. Chi mangiava poco a pranzo era in difficoltà, e così l'abbiamo fatto presente. Una proposta che è stata subito accettata volentieri dall'assessorato».

Anche gli alimenti biologici fanno parte delle richieste accettate di buon grado dall'assessorato ai servizi educativi...
«E' vero, ma è anche necessario precisare che di biologico, nel capitolato che resterà in vigore fino alla fine del 2002, è previsto solo l'acquisto di mele e pere: non bisogna quindi  immaginare che le mense di Varese si siano convertite  totalmente a questo modo di mangiare».

Quali sono invece le richieste non ancora accettate dall'assessorato?
«Noi abbiamo chiesto un maggior controllo in sede di preparazione del cibo, un controllo che è possibile soltanto con persone che lavorano sul posto e hanno un interesse specifico. In particolare avevamo chiesto che a controllo delle mense ci fossero due tecnologhe, figure specialistiche che effettuano i controli di qualità sul cibo e verificano la corrispondenza delle forniture a ciò che le mense hanno richiesto: questo numero non era campato per aria, ma frutto di una analisi rispetto alla popolazione scolastica e agli usi nelle altre provincie italiani e negli altri paesi. Un numero sottostimato, perchè stando ai nostri calcoli ce ne vorrebbero circa tre o quattro. La situazione invece a tutt'oggi è di una tecnologa sola a verificare il buon andamento di tutte le mense cittadine, perdipiù a contatto temporaneo». 

Stefania Radman

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