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07/06/07
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Varese - Potenziamento degli organi ispettivi e vigilanza integrata degli enti locali.Queste le proposte scaturite dal recente incontro in Prefettura relativo alla sicurezza negli ambienti di lavoro e al lavoro nero
Sicurezza e lavoro nero: nessuna task force ministeriale in provincia

Che cosa ha prodotto il recente incontro in Prefettura in tema di sicurezza e prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro? La domanda è d'obbligo, stante lo scarno documento ufficiale che ne è scaturito. Le domande in realtà sono numerose. Ci sarà l'intervento della task force del ministero del Lavoro, tanto caldeggiato dai sindacati? Saranno potenziati gli organi ispettivi sul territorio e quale sarà la posizione e il ruolo degli enti locali? A che punto è la costituzione degli organismi paritetici in tema di sicurezza nel pubblico impiego?
L'ipotesi di un intervento della task force del Ministero sarebbe stata accantonata. Molti i dubbi sollevati sia dall'Ispettorato del lavoro che dall'Asl. L'intervento della task force avrebbe un effetto deterrente sulle imprese, ma circoscritto nel periodo di tempo in cui opera, dopodiché tutto tornerebbe come prima, con un carico di lavoro in più per gli organi ispettivi e con un impatto poco efficace sul rischio infortuni.  La controproposta avanzata dai rappresentanti dell'Ispettorato del lavoro è stata invece quella di aumentare temporaneamente le risorse umane, portando a Varese funzionari provenienti da altri ispettorati.

Il Prefetto ha sollecitato l'intervento e la collaborazione degli enti locali nella vigilanza sui cantieri, anche con l'impiego della polizia municipale. «La vigilanza integrata- dice Renato Franchi, responsabile dipartimento sicurezza della Cgil - è un tema che condividiamo, un'apertura importante. Il ruolo degli enti in tema di controllo di appalti e subappalti è fondamentale. Sulla sicurezza e sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro il territorio sta dando dei segnali significativi. È stato siglato non più di un mese fa un accordo con l'Api in cui si garantisce un ulteriore periodo di formazione di 32 ore  per le rls che vengono riconfermate per un secondo mandato. E' il primo accordo di questo tipo che viene siglato in Italia. Con Univa la trattativa è in corso, siamo fermi sulle 20 ore di formazione».

«Quello della vigilanza integrata - aggiunge Lorenzo Todeschini, responsabile sicurezza della Cisl- è un aspetto importante, ma è necessaria una formazione della polizia municipale affinché possa operare con efficacia. Occorre poi una mappatura del coordinamento sul territorio in modo da avere sempre sotto controllo la situazione. C'è anche un problema di cultura: occorre che le imprese non considerino la sicurezza come un costo».

Posizione critica quella di Marco Molteni della Uil: «il rischio vero è che queste riunioni diventino di circostanza, ogni sei mesi quando ci sono dei morti. Delle proposte ci sono state, bisogna vedere poi cosa segue nei fatti. Ho apprezzato l'intervento del presidente dell'associazione costruttori, che ha toccato il nervo scoperto: ovvero il controllo delle imprese edili che vengono da fuori ad operare sul nostro territorio. Se la cassa edile è in grado di verificare quasi in tempo reale  la regolarità o meno riguardo ai versamenti e ai contributi, lo stesso non si puo' dire dell'Inps, che adotta il principio del silenzio assenso, e va a controllare solo quegli appalti che hanno una certa consistenza. Quando interviene, spesso sono passati mesi e dell'impresa si sono perse le tracce.  È necessario poi che le casse edili vengano messe in rete, questo consentirà di ridurre il tempo dei controlli. Da ultimo, ma non meno importante, la costituzione di organismi paritetici in tema di sicurezza nel pubblico impiego. Non si puo' più aspettare».

M.M.

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