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Le vetrine della
secolare libreria Pontiggia offrono sempre gradevoli
spunti per un aggancio alla cultura, alla tradizione, alla storia
della città: la sosta in corso Moro per dare un'occhiata, magari
rapida ma mai distratta, è un rito per migliaia di varesini.
Recentemente Eligio Pontiggia ci ha sorpresi una volta di più con
un ampio allestimento di prodotti di una azienda di Bassano del
Grappa, la Tassotti, che negli ultimi decenni ha puntato sul
recupero di una speciale carta, realizzata a Bassano già nel 1660
e che la nostra città dal 1860 conosce come Carta Varese. E' una
storia che vale la pena di raccontare iniziando dalla seconda
metà del 1600, quando grazie agli stampatori ed editori della
Casa dei Remondini, Bassano cominciò ad acquistare meritata fama
in tutto il mondo.
Il fondatore della
Casa fu Giovan Antonio Remondini che verso il 1660 stampa in
proprio libri di devozione, di storie popolari, di editti,
immagini di santi e pure stampe di argomento profano.
Nel 1725 unico
proprietario della stamperia è Giuseppe Remondini, figlio del
fondatore, che dà un fortissimo impulso sia al settore
calcografico - che utilizza stampi incavi - sia a quello
tradizionale, il tipografico. Giuseppe sviluppa la produzione
di carta da parati usata anche dagli
artigiani mobilieri per rivestire
gli interni dei mobili.
Quando nel 1750 il
figlio Giovanni Battista succede a Giuseppe nella conduzione di
quella che è ormai una grande azienda, la calcografia dei
Remondini è una vero vivaio per i maggiori incisori
e bulinisti del tempo.
Nella seconda metà
del Settecento la consistenza tecnica della Casa Remondini è
eccezionale: 18 torchi a caratteri, 24 torchi a rame per la
calcografia, una ricca attrezzatura per la carta dorata, per le
carte fiorate, indiane, persiane francesi, marmorate, tartarugate;
completano gli impianti quattro cartiere e una getteria di
caratteri! Imponente anche la mano d'opera: alla Remondini
lavorano infatti più di mille operai, tra i quali quindici
incisori a bulino e ad acquaforte, oltre agli allievi e agli
addetti alla xilografia; sono cento infine gli addetti a miniare a
vari colori stampe e carte geografiche.
Il declino della
poderosa industria ha inizio con la caduta della Repubblica Veneta
che aveva favorito una politica protettiva. Giuseppe
Remondini, figlio di Giovanni Battista, muore nel 1811: il
suo erede diretto, Francesco, morto nel 1820, e la di lui moglie
Gaetana Baseggio gestiranno l'azienda
con criteri superati: tra il 1859
e il 1860, dopo ben duecento anni di attività, vengono separate e
cedute le varie produzioni a Bassano, Venezia e Varese.
I Tassotti hanno
cercato e riordinato, in collaborazione con il museo di Bassano,
legni, rame, stampe originali dei Remondini; oggi la loro azienda,
avviata nel 1957, produce anche carte e oggetti da collezione. Gli
appassionati possono visitare al Ponte degli Alpini in Bassano il
Museo Remondini allestito nella stessa Carteria
Tassotti. Grazie ai recuperi effettuati è possibile ripercorrere
anche la storia della Carta Varese, iniziata nel 1860 grazie alla
Cartiera Molina e durata un secolo.
Nel '900 la Carta
Varese in città ha avuto un singolare e apprezzato uso: i celebri
pasticceri Zamberletti l'hanno utilizzata per confezionare il
tradizionale " Dolce Varese", avvolto da un foglio sul
quale sono stampati dei piccoli gigli; da quando però la Cartiera
Molina ne ha cessato la produzione, solo una clientela fedele alla
tradizione ha continuato a utilizzare la Carta Varese , che viene
commissionata a una stamperia toscana. Adesso i Tassotti di
Bassano ne propongono un forte recupero. Eligio Pontiggia varesino
doc e uomo di cultura non si è lasciato sfuggire l'occasione.
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