| Quasi mezzo milione di tute blu si sono riversate oggi, 18maggio,
nelle piazze d'Italia per il rinnovo del contratto, i lavoratori metalmeccanici di tutta
Italia hanno chiamato a raccolta il loro popolo e Varese ha risposto: secondo fonti
sindacali, l'ottantacinque per cento dei metalmeccanici varesini questa mattina era in sciopero, e quasi 500 erano i
lavoratori riuniti in presidio in piazza Montegrappa sotto le finestre dell'unione
industriali di Varese, e perciò della sede locale di Federmeccanica. Anche a Varese, con questo presidio-protesta in pieno centro
organizzato da Fim-Fiom e Uilm e ocn gli scioperi nelle fabbriche, la trattativa per il
contratto nazionale dei metalmeccanici comincia a esplodere e diventare una "faccenda
di piazza": d'altra parte la trattativa per il
contratto nazionale, iniziata ai primi dell'anno, è ad un punto morto. In particolare,
tra le proposte dei sindacati e quella di Federmeccanica ci sono 50 mila lire: 135mila
lire di aumento sono le richieste dei sindacati, 85mila ne rilancia Federmeccanica.
"Ma non è una questione di cifre: quelle 135mila lire
sono l'adeguamento dell'inflazione reale all'inflazione programmata, calcolata esattamente
come previsto dal protocollo del luglio 1993 - spiega Antonio di Trinca, segretario
provinciale della Fiom - Scendere al di sotto di questa cifra significa accettare la riduzione potere d'acquisto dei salari dei metalmeccanici, significa
accettare di prendere per ogni anno lavorato nell'ultimo biennio meno soldi per lo stesso
carico di lavoro di una volta".
"C'è soddisfazione nella percentuale dello sciopero, che è
stata alta - commenta Antonio Vassallo, segretario provinciale della Fim - Uno sciopero
che è avvenuto in una provincia dove il settore sta andando bene come nel resto d'Italia,
come ammette anche Federmeccanica stessa. Gli ultimi interventi e richieste di mobilità
sono quelli fatti dalla Whirlpool ma sono limitati, e più che altro nel settore
impiegatizio. Non è perciò la crisi che spinge verso il basso la contrattazione: è che
gli imprenditori sostengono di dover ridurre i costi per essere più competitivi".
"Rispetto a quello che normalmente succede a Varese i
lavoratori hanno risposto molto bene - aggiunge Renato Marchitelli della Uilm -
anche se al presidio non c'erano le grandi folle, ma come sempre del resto. Speriamo che
questo sciopero sia un bel segnale sia per Confindustria che per il governo. Con la
consapevolezza che in ogni caso anche il sindacato dovrà fare la sua parte al tavolo
delle trattative".
A Varese sono 5300
le imprese metalmeccaniche coinvolte da questa contrattazione, con un totale di 63.511
addetti impiegati in provincia. Le imprese con più di 15 addetti sono invece 642, con un
totale di 44.134 dipendenti.
Negli incontri in tutta Italia tra i metalmeccanici ha fatto
capolino una nuova categoria di lavoratori: a Milano, ad esempio, sono scesi in piazza i
lavoratori dei call center della Omnitel, che hanno questo tipo di contratto. Casi
specifici della metropoli ma non ignoti anche in provincia "A
Gallarate c'è una azienda di programmazione legata alla Honeywell, la Dating - ha
spiegato di Trinca - che ha adottato il contratto dei metalmeccanici ma ha con sè
solo programmatori: sono praticamente tutti ingegneri, che hanno fatto anche una
contrattazione personale e guadagnano di più. Però sono iscritti al sindacato, perchè
sanno che i problemi di base valgono per tutti".
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