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Ore 16.33.55
Giorno
07/06/07
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"La competitività è la nostra stella polare"

"Una relazione equilibrata e piena di spunti"

"Il referendum sulla devolution probabilmente non serve più"

Economia forte, politica debole
"Da domani non sarà più così"

Assemblea 2000
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È D'Amato la star 

D'Amato ruba la platea a Vago e al ministro Letta

Assemblea 2001
La relazione di Vago

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La relazione di D'Amato all'assemblea di Confindustria

Varese - Relazione sul filo dell’equilibrista da parte del presidente di Confindustria a Villa Ponti
D'Amato si "smarca" da Berlusconi, ma lancia un altolà al sindacato

Ha tentato di "smarcarsi" da Berlusconi: che passi l’identificazione tra Confindustria e governo di centrodestra forse non piace nemmeno al leader degli imprenditori italiani che ieri mattina a Villa Ponti ha sottolineato l’autonomia della sua organizzazione da Palazzo Chigi. Antonio D’Amato ha d’altra parte lanciato un monito al sindacato e in particolare alla Cgil di Cofferati, la prima a insorgere contro le "scelte impopolari" invocate nei giorni scorsi da Confindustria: «Usare la piazza e lo scontro sociale per fare politica – ha detto D’Amato -non è corretto. Se il sindacato trovasse la sua unità sarebbe un beneficio per tutti ma noi non possiamo ricercare l’unanimità a tutti i costi; né in nome dell’unanimità possono essere bloccate le riforme di cui il paese ha urgente bisogno». «Dalle urne – ha detto il leader degli industriali dalla tribuna di Villa Ponti – è uscito un dato positivo: la nuova coalizione può contare su una buona coesione e stabilità nei prossimi anni. E questo è un elemento indispensabile per ottenere le riforme e il salto di modernità che il paese chiede. Ma noi non siamo filogovernativi per convenienza, siamo autonomi da tutti i partiti, la nostra missione è rappresentare le imprese che si battono per un paese moderno. Ho parlato nei giorni scorsi di scelte impopolare e, apriti cielo! Volevo semplicemente intendere che quando si hanno davanti compiti come quelli del nuovo governo non è bene badare ai facili consensi della piazza ma mirare a scelte di lungo periodo. Da parte nostra ci siamo limitati a offrire al governo strumenti utili per il cambiamento». Il presidente di Confindustria ha poi messo a fuoco alcuni degli obiettivi a cui mira il mondo dell’impresa: elevare il tasso di occupazione (e non semplicemente di diminuire quello di disoccupazione), portandolo dall’attuale 53% almeno a livello degli altri paesi europei che oggi è del 65%; riformare la pubblica amministrazione attraverso la redistribuzione di poteri. «Evitando però quei pasticci burocratici che altrove hanno generato alti costi sociali». «In Belgio – ha detto D’Amato provocando un vistoso rumoreggiare della platea – la riforma federale dello stato ha semplicemente fatto sì che il debito pubblico superare in proporzione quello dell’Italia e ha creato una situazione molto tesa tra il gruppo francofono e quello fiammingo».

Claudio Del Frate

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