| Marino Vago, nella sua relazione, lha detto in termini a dir poco
espliciti: «E difficile per noi confrontarsi con interlocutori politici che abbiano
un peso a livello nazionale nella loro dimensione locale, che abbiano la capacità di dare
risposte chiare e pragmatiche non tanto o non solo alle esigenze dellimpresa quanto
alla necessità di mantenere e sviluppare uno scenario favorevole alla crescita». Un
tessuto economico forte rappresentato da un ceto politico debole? La frase non è passata
inosservata ad Antonio Tomassini, riconfermato senatore per Forza Italia a Busto Arsizio;
tra le reazioni dei politici in platea a Villa Ponti quella di Tomassini parte proprio da
quel passaggio della relazione di Vago: «E un concetto fondamentale.
Limportanza di Varese è sottostimata? Lo si sente affermare da tempo. Ma con la
rappresentanza che Varese si è data il 13 maggio scorso ritengo che la provincia avrà
maggiore risalto. E poi con gli impegni presi in fatto di devoluzione il ruolo di Varese
potrà esprimersi ancora meglio». Giuseppe Adamoli, consigliere regionale del
centrosinistra, benchè allopposizione ha apprezzato la concretezza degli interventi
di Marino Vago e Giuseppe DAmato: «Ho apprezzato il taglio non ideologico, il fatto
di badare agli interesse del sistema nel suo complesso. Certo, mi sarei aspettato qualche
parola dapprezzamento sulloperato del governo uscente che in fatto di
politiche del lavoro ha introdotto novità molto importanti. Non mi è piaciuto invece
lintervento di Formigoni: la solita frattura tra indicazioni progettuali e risultati
ottenuti. Mi dite ad esempio qual è stato il peso della Regione sui problemi di Malpensa?
Nessuno; lintera partita si è giocata tra Sea, governo e Unione Europea». Promette
devolution e nuovi poteri in tempi rapidi, invece, Giovanna Bianchi, deputata leghista di
Gallarate: «In tema di pubblica istruzione una redistribuzione dei poteri al territorio
è fondamentale e bene ha fatto Formigoni a rivendicarla. Sarà uno dei temi dei primi
cento giorni di governo. Non prima, però, di aver bloccato la riforma dei cicli
scolastici di De Mauro».
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