| Il sindacato varesino ha tirato un sospiro di sollievo. Non solo per
i toni pacati e i riconoscimenti che il presidente Vago ha dato alle organizzazioni
sindacali, ma anche per il discorso di D'Amato.
"È stato dato grande spazio ai temi dello sviluppo ma noto con piacere che non si
riprende la polemica con il sindacato. Questo permette di continuare a lavorare con
serenità mantenendo aperto il confronto che fin qui c'è stato tra le forze
sociali". È Ivana Brunato, segretaria generale della Cgil a rompere il ghiaccio.
Dopo di lei anche gli altri segretari commentano la relazione. Per Marco Molteni della
Uil, "Vago ha svolto una relazione equilibrata e ricca di spunti. Positivo il
riferimento al sindacato. Peccato per due importanti aspetti del mondo del lavoro non
trattati: il lavoro nero e il ruolo dei lavoratori nel sistema impresa. Soprattutto sulla
questione del lavoro nero e sommerso ci aspettavamo qualcosa di più".
Restelli, della Cisl varesina "viene messo troppo al centro l'impresa e lo sviluppo.
Non si parla di compatibilità ambientale, ma sul nostro territorio non si può più
credere a uno sviluppo di tipo quantitativo. Altro elemento importante è quello che
riguarda il rapporto con il sindacato che permetterebbe una maggiore originalità nel
proporre soluzioni". Maffezzoli, della Cisl Ticino Olona ha puntualizzato che
"un maggior confronto porterebbe anche a più facili e veloci soluzioni anche in tema
di infrastrutture, tema tanto caro agli industriali. Sono questioni delicate su cui
esistono tesi che spesso sono contrapposte e non aiutano a trovare le soluzioni. Un tavolo
negoziale aiuterebbe invece a trovare vie d'uscita valide".
Da tutti è stato notato come il tono anche di D'Amato sia stato più equilibrato e
attento a non fare forzature nei confronti del sindacato. Una cortesia verso i padroni di
casa o una revisione profonda di quanto affermato appena una settimana fa all'assemblea di
Confindustria. I sindacato attendono di capire meglio, ma intanto salutano con favore
all'atteggiamento distensivo del presidente Marino Vago.
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