| Riceviamo e pubblichiamo
Parola d'ordine competitività. Per offrire
alle aziende locali le necessarie condizioni per crescere, ma anche per mantenere
l'appetibilità del territorio varesino, come sede ideale degli investimenti, occorre
necessariamente puntare a migliorare le infrastrutture. Questo deve essere l'obiettivo
comune per amministratori, politici e classe dirigente. Ma anche gli stessi imprenditori
devono lavorare insieme per contribuire a portare a termine i grandi progetti, tuttora
incompiuti.
Nel commentare le recenti dichiarazioni del
Presidente di Univa, Marino Vago, il Presidente dell'Associazione Artigiani della
provincia di Varese Giorgio Merletti sottolinea: "Non si può non condividere
l'obiettivo di sviluppare le capacità competitive del sistema imprenditoriale, così come
la visibilità del territorio in cui la classe politica non sempre si è dimostrata
all'altezza di rappresentare a livello nazionale gli interessi e le esigenze della realtà
locale. Notiamo con piacere che anche l'UNIVA si è accorta delle difficoltà che stanno
incontrando le aziende dell'Alto Varesotto, impegnate a rispondere all'agguerrita
concorrenza del Canton Ticino, in grado di attrarre investimenti e manodopera
specializzata. Per ridurre il "gap" con la vicina Svizzera occorre dotare queste
aree di strumenti di incentivazione facilmente fruibili. Le Associazioni devono quindi
lavorare insieme per dare un ulteriore impulso alle istituzioni (Regione, Provincia,
Comuni e Comunità montane) nell'accelerare i processi di semplicazione amministrativa e
della Devolution, applicando a tutti i livelli il principio di sussidiarietà. Il sistema
produttivo varesino rischia di cristallizzarsi sulle posizioni di "privilegio"
acquisite qualche decennio fa, se non si riuscirà ad integrare nell'economia locale
l'Aeroporto di Malpensa, così come a superare l'annoso problema della carenza di
infrastrutture".
E ancora spiega Merletti: "Non si può
pensare di lasciare alla finestra le Università varesine, che rappresentano una risorsa
di assoluto prestigio per il territorio e per la futura classe dirigente. Occorre
coinvolgere il mondo imprenditoriale e la popolazione studentesca in progetti che
contribuiscano alla crescita economica e sociale della provincia". Varese, inoltre,
deve mantenere il suo status di città capoluogo: "Si deve assegnare un ruolo, una
strategia di sviluppo alla città di Varese che, dopo le trasformazioni intervenute in
alcune importanti realtà imprenditoriali, sta cercando di rilanciare una vocazione
turistica-culturale, ma anche di valorizzazione delle risorse esistenti sul
territorio".
L'Associazione Artigiani della provincia di
Varese consapevole della responsabilità che le spettano quale rappresentate degli
interessi di migliaia di artigiani e di piccole imprese non vuole lasciare cadere la sfida
che l'apertura dei mercati, l'integrazione europea e la new economy hanno lanciato alla
classe imprenditoriale locale. Nell'autunno 2001 l'Associazione si riunirà in Congresso e
in quell'occasione si getteranno le basi per il cambiamento che dovrà portare alla
creazione di una organizzazione in grado di dare impulso e qualità allo spirito di
impresa ed essere propositivo e, soprattutto, determinante nelle scelte dei decisori
politici.
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