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Ore 16.33.55
Giorno
07/06/07
 
Varese - In una nota dell'associazione, i commenti del presidente dell'associazione Artigiani Giorgio Merletti sul discorso del suo collega dell'unione industriali, Marino Vago
"Infrastrutture e sviluppo, binomio necessario per le imprese varesine"

Riceviamo e pubblichiamo 

Parola d'ordine competitività. Per offrire alle aziende locali le necessarie condizioni per crescere, ma anche per mantenere l'appetibilità del territorio varesino, come sede ideale degli investimenti, occorre necessariamente puntare a migliorare le infrastrutture. Questo deve essere l'obiettivo comune per amministratori, politici e classe dirigente. Ma anche gli stessi imprenditori devono lavorare insieme per contribuire a portare a termine i grandi progetti, tuttora incompiuti.

Nel commentare le recenti dichiarazioni del Presidente di Univa, Marino Vago, il Presidente dell'Associazione Artigiani della provincia di Varese Giorgio Merletti sottolinea: "Non si può non condividere l'obiettivo di sviluppare le capacità competitive del sistema imprenditoriale, così come la visibilità del territorio in cui la classe politica non sempre si è dimostrata all'altezza di rappresentare a livello nazionale gli interessi e le esigenze della realtà locale. Notiamo con piacere che anche l'UNIVA si è accorta delle difficoltà che stanno incontrando le aziende dell'Alto Varesotto, impegnate a rispondere all'agguerrita concorrenza del Canton Ticino, in grado di attrarre investimenti e manodopera specializzata. Per ridurre il "gap" con la vicina Svizzera occorre dotare queste aree di strumenti di incentivazione facilmente fruibili. Le Associazioni devono quindi lavorare insieme per dare un ulteriore impulso alle istituzioni (Regione, Provincia, Comuni e Comunità montane) nell'accelerare i processi di semplicazione amministrativa e della Devolution, applicando a tutti i livelli il principio di sussidiarietà. Il sistema produttivo varesino rischia di cristallizzarsi sulle posizioni di "privilegio" acquisite qualche decennio fa, se non si riuscirà ad integrare nell'economia locale l'Aeroporto di Malpensa, così come a superare l'annoso problema della carenza di infrastrutture".

E ancora spiega Merletti: "Non si può pensare di lasciare alla finestra le Università varesine, che rappresentano una risorsa di assoluto prestigio per il territorio e per la futura classe dirigente. Occorre coinvolgere il mondo imprenditoriale e la popolazione studentesca in progetti che contribuiscano alla crescita economica e sociale della provincia". Varese, inoltre, deve mantenere il suo status di città capoluogo: "Si deve assegnare un ruolo, una strategia di sviluppo alla città di Varese che, dopo le trasformazioni intervenute in alcune importanti realtà imprenditoriali, sta cercando di rilanciare una vocazione turistica-culturale, ma anche di valorizzazione delle risorse esistenti sul territorio".

L'Associazione Artigiani della provincia di Varese consapevole della responsabilità che le spettano quale rappresentate degli interessi di migliaia di artigiani e di piccole imprese non vuole lasciare cadere la sfida che l'apertura dei mercati, l'integrazione europea e la new economy hanno lanciato alla classe imprenditoriale locale. Nell'autunno 2001 l'Associazione si riunirà in Congresso e in quell'occasione si getteranno le basi per il cambiamento che dovrà portare alla creazione di una organizzazione in grado di dare impulso e qualità allo spirito di impresa ed essere propositivo e, soprattutto, determinante nelle scelte dei decisori politici.

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