| È fatta, l'accordo sulla mobilità dei lavoratori Whirlpool è raggiunto. E,
per di più, in meno di un mese, cioè con molti giorni di anticipo rispetto al limite di
45 giorni fissato dalla legge.
Un accordo che sembra il minore dei danni possibili:
innanzitutto, saranno 185, e non 247 come annunciato inizialmente, i lavoratori coinvolti,
di cui 144 a Varese, 58 a Comerio e 86 a Cassinetta (oltre a 14 a Trento, 9 a Siena, 18 a
Napoli). Tutti operai e impiegati indiretti, cioè non legati direttamente alla catena di
produzione o al'organizzazione diretta.
Per questi 185 lavoratori, inoltre, azienda e sindacati
hanno concordato una mobilità molto soft: innanzitutto è suddivisa in almeno due
momenti, il primo entro giugno ed il secondo entro settembre. Poi, la messa in mobilità
è rivolta ai soli lavoratori vicini all'età pensionabile, che con gli anni della
mobilità riescano a raggiungere il momento dell'uscita del mondo del lavoro: una sorta
cioè di "scivolo verso la pensione" come l'hanno definito i rappresentanti
dell'azienda.
A loro si possono poi aggiungere anche dei volontari
che accettino questo tipo di mobilità per andarsene
dall'azienda con l'aiuto di uno stipendio cuscinetto: l'indennità
corrisposta dall'Inps ai lavoratori in mobilità verrà infatti integrata dall'azienda
stessa fino a raggiungere la somma che ogni mese i lavoratori allontanati trovavano in
busta come stipendio, fatte salve soltanto i cosiddetti "elementi variabili"
come i premi di risultato.
Il legame tra la vicinanza all'età pensionabile e la
mobilità fa pensare che molti di questi lavoratori indiretti che verranno licenziati nel
modo descritto saranno operai o impiegati che hanno visto cambiare le insegne della
storica sede di Comerio almeno un paio di volte, prima da Ignis a Philips, negli anni '70,
poi da Philips a Whirlpool, alla fine degli anni '80.
"Tre modi diversi di fare azienda, tre diversi
tipi di organizzazione: la prima incentrata sulla produzione, poi dalla Philips in poi
più legata al marketing e al controllo di gestione" spiega Pierangelo Cerana,
direttore delle relazioni industriali Whirlpool Europe per l'Italia "Certo, Borghi
pur di non licenziare avrebbe esteso l'organigramma della sua azienda, ora è un pò
diverso. Però anche le gestioni seguenti hanno saputo mantenere un legame stretto con i
lavoratori, se ora il turn over (al 3,5%) è percentualmente della metà rispetto alla
media italiana, e il 90% dei lavoratori assunti con contratti a termine viene poi
confermato in azienda con contratti a tempo indeterminato"
"La ristrutturazione italiana va contestualizzata
all'interno della ristrutturazione mondiale" ha spiegato Evasio Novarese, vice
president operations and technology Whirlpool Europe "è non va considerata come un
segno di crisi strutturale, ma come un effetto una riorganizzazione del comparto Italia.
Non ci saranno variazioni però nei piani degli investimenti, e sono già previste 200
assunzioni a termine di operai, mentre a Cassinetta stiamo cercando 15 ingegneri
elettronici per aumentare il livello di tecnologizzazione dei nostri elettrodomestici del
caldo, che vengono prodotti in Italia ma servono tutto il mondo".
Secondo le parole dell'azienda, questa mobilità
dovrebbe già dare risultati nel secondo trimeste 2001, e "rimettere in ordine"
in maniera pressocchè definitiva i conti della zona Europe della Whirlpool, che peraltro
non ha avuto flessioni serie e strutturali nè nella vendita nè nella produzione, ma
soltanto nei guadagni. Ma allora perchè ricorrere ora alla
mobilità?
"Abbiamo seguito un criterio, in effetti, poco italiano" ammette Cerana
"Volendo curare la crisi prima che scoppiasse in maniera eclatante e definitiva. Ma
del resto è meglio curare un raffreddore che rivolgersi al dottore quando non c'è più
niente da fare..."
Dalla parte dei sindacati, comunque, si esprime
"soddisfazione", soprattutto per la significativa diminuzione dei licenziati e
per il modo protettivo con cui escono i lavoratori:"Avere ottenuto la riduzione del
numero dei lavoratori è il primo e più eclatante effetto della contrattazione"
sottoliea Antonio di Trinca, segretario della Fiom Varesina "E altrettanto
importante è anche il fatto che con questa mobilità si può accedere direttamente
alla pensione" aggiunge Renato Marchitelli, segretario provinciale della Uilm.
"Siamo contenti per aver aiutato il più possibile
i lavoratori che saranno costretti alla mobilità, e per aver avuto il consenso dei
lavoratori,consultati con assemblee in azienda per tutta la giornata dell'8 maggio - ha
spiegato infine Antonio Vassallo, segretario provinciale della Fim - e in più, per
la prima volta avremo la possibilità di "mettere il becco" nell'organizzazione
dell'azienda, in occasione dei prossimi step. Tra qualche tempo infatti sarà possibile
fare il punto della situazione, e verificare se il numero di 185 lavoratori da mettere
complessivamente in mobilità è adeguato o si può ancora diminuire".
|